Non è un concerto. Non è una mostra. Sono le frequenze estreme di Marco Fusinato al PAC di Milano

di - 8 Aprile 2026

Il suono di una chitarra elettrica di alluminio riflettente, un’enorme amplificazione di massa, eco, feedback saturi, rumori e dissonanze. Una cascata di immagini randomiche su uno schermo led di venti metri, un racconto di desolazione, paura, povertà, devastazione. È in questa configurazione che il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano accoglie il ritorno di Marco Fusinato, artista australiano voce cruciale dell’arte internazionale, in una prima monografica europea che ripropone il progetto presentato per il Padiglione Australia durante la Biennale di Venezia 2022. Titolata THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, una citazione dalla Salò di Pier Paolo Pasolini, la mostra a curata da Diego Sileo è inserita nel programma della Milano Art Week e sarà aperta fino al 7 giugno 2026. Il lavoro di Fusinato sfida lo spettatore a confrontarsi con l’intensità, il caos sonoro e le ambiguità del potere e della ribellione.

Marco Fusinato, THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, PAC Milano. Installation view foto Nico Covre

Artista e musicista, Fusinato genera rumore e silenzio, frequenze sonore performate live in dialogo con una serie di immagini in greyscale articolate in due parti, alcune su schermo e altre esposte nelle cinque sale al piano terra del PAC, in un percorso senza vincoli. Se durante la performance le immagini si susseguono in un cortocircuito informativo, le serigrafie a parete sono concepite per una meditazione prolungata e personale. I suoi sistemi di percezione sono una costante esplorazione dei limiti della musica e dell’arte visiva. Se il rumore è lo strumento di rottura, il gesto artistico ne è l’atto politico, a riprendere la finalità stessa della musica noise codificata negli anni ‘70 circa: disgregare le armonie e le strutture di potere.

Marco Fusinato. DESASTRES, 2022. Two hundred day performance as installation. Australia Pavilion, 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, 2022

Marco Fusinato: lo spazio espositivo come campo di forza

Alcuni ricordano il quasi insostenibile rumore metallico che, per duecento giorni, aveva riempito di suono il padiglione Australia all’Arsenale della Biennale Arte 2022, l’impresa live più lunga di Fusinato e volutamente logorante per i visitatori. Al PAC l’artista si esibirà sempre dal vivo, ogni giorno per tutta la durata della mostra, abbandonando la chitarra all’emettere dell’ultimo suono, che sarà riprodotto nelle successive ore in modalità ‘ambiance’, come un eco in attesa di essere ripreso il giorno successivo. Fusinato performa dandoci le spalle: come lui racconta, «Per me non c’è differenza tra fare il soundcheck e suonare il set. Mi esibisco con le spalle al pubblico per evitare distrazioni, per negare loro forme convenzionali di intrattenimento, che di per sé non mi interessano. L’intento è quello di fare qualcosa di scultoreo, riempiendo la galleria non di bronzo o marmo ma di vibrazioni che viaggiano nell’aria». La chitarra in alluminio permette un suono vivo, metallico e più ricco rispetto al legno. «È una scultura leggera, una scultura sonora vivente fatta di interpretazioni prima che immagini, e amplificata da un impianto Science, costruito a mano da un amico di Seattle».

Marco Fusinato, THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, PAC Milano. Installation view foto Nico Covre

Le immagini nelle sale al piano terra e in scorrimento sul ledwall sono i Desastres, sempre presentati a Venezia e il cui titolo omaggia Goya, trenta enormi dipinti serigrafici in grayscale di animali, opere d’arte, città distrutte, rivolte politiche, uomini armati, mappe satellitari di piattaforme online.

Nella galleria è invece esposto il famoso progetto MASS BLACK IMPLOSION, in corso dal 2007. Ogni tavola riproduce partiture d’avanguardia preesistenti che Fusinato trasforma in composizioni noise, disegnate in formato 1:1. Tra gli spartiti vediamo uno Iannis Xenakis, Cage, Roman Haubenstock-Ramati, Anestis Logothetis, tra gli altri. Fusinato collega con una linea casuale ogni nota originale dello spartito a un punto arbitrario, andando a costruire una nuova composizione in cui ogni nota verrà eseguita simultaneamente, in un unico fragoroso momento di condensazione sonora. A completamento del percorso espositivo, una selezione di pubblicazioni in vinile in formato LP da 12 pollici dell’artista, con registrazioni realizzate dal vivo dal 2009.

Marco Fusinato, The horizon is a razor, 12” LP back cover image, 2026

In ultimo, commissionato dal PAC e prodotto da Soundohm specificamente per questa esposizione, The Horizon is a Razor, l’ultimo LP solista di Fusinato, registrato con la chitarra in alluminio, in un sovraccarico di distorsione e amplificatori da 100 watt che rischiano di causare la rottura degli altoparlanti.

Dall’underground alla noise music: la pratica di Marco Fusinato

Fusinato, dalla prima pubblicazione nel 1996, si esibisce regolarmente nell’ambito della scena underground della musica sperimentale, principalmente come solista, e ha presentato le sue performance di noise per chitarra nei più importanti festival internazionali di musica. Con Fusinato, si parla di “lastre di rumore”, di “blocchi di rumore”, definizioni che rendono la forza brutale di questo tipo di musica e la ricerca per estremizzare il suono elettrico degli strumenti. Le sue performance, spesso di lunga durata, sono ispirate a compositori come Morton Feldman e John Cage, con un approccio punk e caotico, e in collaborazioni con nomi quali Thurston Moore (Sonic Youth) e Bruce Russell (Dead C).

Marco Fusinato, THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, PAC Milano. Installation view foto Nico Covre

Altro lavoro che riprende i concetti di Mass Black Implosion è Double Infinitives, serie in cui Fusinato ingrandisce fotografie d’archivio di manifestanti anonimi e scene di rivolte.

Importante progetto concettuale è stato All the World’s Futures, commissionato per la 56a Biennale di Venezia del 2015 a cura di Okwui Enwezor. Il progetto prevedeva la produzione di un libro di 496 pagine contenente una selezione di materiali militanti e critici provenienti dall’Archivio Primo Moroni al COX 18 a Milano, che raccoglie documenti essenziali dei movimenti di sinistra, autonomisti e anarchici italiani dagli anni ’60 a oggi. L’installazione presentava un’edizione di 10.000 libri esposti su un enorme tavolo. In un gesto che l’artista ha descritto come «in parte Robin Hoodismo, in parte riciclaggio di denaro», i visitatori erano invitati a prenderne una copia in cambio di 10 €, che lanciavano al centro del tavolo.  Senza guardie o sorveglianza, la crescente pila di denaro è rimasta esposta come una “scultura” per tutta la mostra, per un valore potenziale di 100.000 €. Al termine del progetto, Fusinato raccolse i fondi in sacchi della spazzatura e li consegnò direttamente all’archivio per sostenere la sua continua lotta. Mercificando la storia radicale nel contesto elitario della Biennale, Fusinato riuscì a incanalare con successo il capitale istituzionale nei movimenti underground che avevano prodotto il materiale di partenza.

Marco Fusinato, THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, PAC Milano. Installation view foto Nico Covre

Ricordarsi di essere vivi

«Il mio intento è di creare una sorta di allucinazione, di euforia nel disorientamento e di esaurimento nella confusione. Il tutto, per far sì che il pubblico si ricordi che è vivo». Se i media ci assuefanno di ogni orrore e violenza, il lavoro di Marco Fusinato ci sottopone a una pressione acustica deliberata e fisicamente fastidiosa. Questo disagio non è fine a se stesso: l’urto sonoro e la musica noise, riducendo la nostra soglia di tolleranza, ci costringe la un momento di risveglio critico.

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