The King Philip Colbert ph Andrea Garuti
I 22 ettari di giardino adiacenti alla cinquecentesca Villa Fürstenberg si estendono come una galleria a cielo aperto, offerta al pubblico dalla Banca Ifis, sponsor del Padiglione Italia. Fra i sentieri del Parco Internazionale di Scultura, curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, sono ospitate le opere di Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni e Julio Larraz. Non sono solo questi gli artisti che animano con le loro sculture il parco, ricordiamo infatti le opere di Jaume Plensa, Giuseppe Penone e Nico Vascellari, recentemente acquisite da Banca Ifis.
Appena varcata la soglia del parco veniamo accolti dall’opera scultorea di Jaume Plensa, Chloe’s world IV. Qui, un volto femminile, lungo e deformato, come compresso da due morse, è immerso in uno spazio ameno. Dietro alla giovane donna, resa con lineamenti distesi e le palpebre socchiuse, si staglia infatti davanti a un magnifico giardino di rose che ne fa da eco, ad incrementare questa sensazione di pace e contemplazione. Basta spingere lo sguardo oltre, al dì la del giardino fiorito di rose, per essere rapiti da un ulteriore dettaglio, un fiore, un albero o un profumo. Ecco, di fronte a noi si distende un laghetto artificiale, oltre al quale, sulla sponda opposta, è possibile distinguere la monumentale statua The King di Philip Colbert, con la sua distintiva aragosta dalle chele alzate. Le sue forme dissimili e massicce, i suoi colori sgargianti, in contrasto con i colori neutri e calmi del giardino, la fanno emergere da tutto il resto, obbligandoci ad osservarla.
Poco distante, troviamo la serie Horse Power del performer artist Nico Vascellari, già precedentemente esposta alla biennale di Lione del 2019. Essa rappresenta delle carcasse di corpi animali sventrati dall’interno, le cui viscere sgusciano al di fuori mostrandoci le interiora meccaniche della bestia, rese tramite un intricarsi di cavi e strutture d’acciaio, a richiamare un immaginario cyborg. Ciascun’opera è collocata sopra a delle strutture sopraelevate sulle quali vi sono stati piantati numerosi fiori e arbusti che, insinuandosi nelle viscere metalliche dell’animale, avvolgendole e annodandosi ad esse, vanno generano una connessione fra l’opera e il mondo vegetale.
Il parco, aperto ai cittadini tutte le domeniche su prenotazione, ospita inoltre numerose iniziative, tra cui la performance Ballad for Ten Trees curata da Massimo Bartolini, artista del Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia, avvenuta domenica 12 maggio, durante la quale dieci sassofonisti hanno realizzato dieci melodie differenti dedicate ai diversi alberi del giardino. Questa performance mirava a cullare lo spettatore attraverso il giardino, che come richiamato dai vari suoni avrebbe attraversato il parco non guidato dalla struttura architettonica dei sentieri, per offrirgli una nuova esperienza totalizzante e differente del parco.
Tra le altre iniziative proposte da Ifis art, vi è l’acquisto e il restauro del Palazzo San Pantalon a Venezia, sul quale è presente l’intervento artistico di Banksy, in risposta all’appello del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di preservarne il valore artistico e sociale.
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