Petrit Halilaj, Abetare (un giorno a scuola). Radis, II edizione, DOgliani (CN). Ph Giuliano Berti
Abetare (un giorno a scuola). Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani è il titolo dell’opera ideata da Petrit Halilaj, noto per le sue straordinarie installazioni capaci di inserirsi nello spazio aereo con leggerezza e libertà. La grande opera scultorea si colloca nel paesaggio fiabesco di Dogliani, su un’altura della valle dove, fino a poco tempo fa sorgeva una scuola dimenticata dal tempo. L’edificio, ormai abbandonato, è stato demolito per lasciare spazio ad Abetare (un giorno a scuola) l’opera ispirata dai disegni incisi sui banchi di scuola fotografati e archiviati nel corso degli anni da Petrit Halilaj, dalla Jugoslavia del dopoguerra alla scuola di Dogliani. Il progetto Abetare, pensato per la seconda edizione di Radis, prende il nome dal libro di testo su cui gli alunni della scuola primaria studiano la lingua albanese.
«Abitare è un unno alla libertà e all’immaginazione: una casa popolata da creature disegnate suibanchi di scuola delle Langhe e dei Balcani. Un incontro di culture che diventa una celebrazione gioiosa della fantasia e del gioco di bambine e bambini di ogni luogo e di ogni tempo», afferma la curatrice Marta Papini.
Il paesaggio diventa una grande lavagna, e Petrit Halilaj sembra disegnarci sopra, tracciando con tubi di ferro piegati le linee incerte ma spensierate delle alunne e degli alunni che hanno abitato quella scuola di paese, abbandonata dallo spopolamento della valle. «I disegni dei bambini sono una porta verso la libertà», afferma Halilaj. Con il sorriso stampato sul volto, osservando i più piccoli arrampicarsi sulla sua scultura e giocare sul prato durante l’ inaugurazione dell’opera, racconta la sua infanzia da profugo di guerra, quando attraverso le matite e i colori imparò a dare forma alle sue emozioni più profonde.
Contemporaneamente, nell’ottocentesca Chiesetta del Ritiro della Sacra Famiglia, al Belvedere di Dogliani, è stata presentata la mostra collettiva Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia a cura di Marta Papini, con le opere della collezione della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC. Ispirata alla poesia di apertura del romanzo distopico La parabola del seminatore (1993) di Octavia E. Butler, la mostra riflette il cambiamento come chiave fondamentale nel processo di guarigione. Le opere di Marina Abramovic, Sol Calero, Chiara Camoni, Bracha L. Ettinger, Dorothy Iannone e Nolan Oswald Dennis celebrano corpi, figure e animali in un dialogo rituale e rigeneratore, in cui il cambiamento è il processo fondamentale di evoluzione e resilienza. La mostra sarà aperta al pubblico gratuitamente tutti i fine settimana, da venerdì a domenica, fino al 2 dicembre 2025.
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