Sergio Cascavilla, Potrei amare il mondo intero. Flashback Habitat. Ph. Antonio Jordan
Potrei amare il mondo intero è un inno all’amore universale, quel sentimento capace di immaginare un mondo migliore. La grande installazione luminosa di Sergio Cascavilla (Torino, 1966) è stata inaugurata il giorno di San Valentino da Flashback Habitat con il desiderio di conferire alla romantica ricorrenza un significato più profondo, più collettivo. A dispetto dell’evento consumistico e commerciale a cui ormai è legata la festa degli innamorati, l’amore celebrato dall’artista alla sua apoteosi è un sentimento incontaminato.
L’installazione si presenta celata dietro ad una grande tenda teatrale, quasi come se fosse metafora dell’amore, custodito al riparo. Vietato l’ingresso ai ladri avverte un cartello, accanto alla eccentrica scultura di un cane mitologico che fa la guardia. Il visitatore è invitato ad entrare nel box magico, trovando di fronte a sé il grande neon spento e un pulsante attraverso cui interagire con l’opera. Se un cuore grande hai l’amore tu troverai, recitano i versi dell’artista che accompagnano questo viaggio sensoriale all’interno dello spazio espositivo. Scegliendo di premere il bottone si viene temporaneamente folgorati dal bagliore iridescente dell’installazione di Sergio Cascavilla.
L’amore diventa la chiave di volta, un manifesto politico capace di superare i confini di genere e orientamento. Questo è il messaggio che Flashback, con la direzione di Alessandro Bulgini, vuole portare avanti, impegnandosi nel dare attenzione alle questioni globali, condividendo valori e ideali che abbiano un impatto positivo sulla società e sul mondo. L’opera di Sergio Cascavilla, con una travolgente positività, è capace di rallegrare l’animo e inebriare l’essere con un pensiero universale di amore e condivisione.
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