Presentimento: l’esplorazione del limbo onirico di Matilde Sambo da Renata Fabbri

di - 2 Marzo 2025

Da Renata Fabbri, Matilde Sambo apre il nuovo anno con Presentimento, in corso fino al 5 aprile 2025. Con questa prima personale negli spazi della galleria milanese, l’artista chiude il ciclo in tre atti iniziato nel 2022 con Dormiveglia – Assopimento, negli spazi di Associazione Barriera a Torino, e continuato con Fulgur, nella galleria AA29 art project a Milano nel 2023. Se nel primo appuntamento della trilogia Sambo esplorava il limbo a metà tra lo stato di veglia e l’assopimento, nel secondo sceglie di ricreare un’atmosfera temporalesca, con tanto di lampi e tuoni, invitando il pubblico ad immergervisi. In quest’ultimo capitolo, che porta a compimento l’indagine sul rapporto tra la realtà e il sogno, visioni e immagini si mescolano, emergendo dall’inconscio.

Matilde Sambo, Fiammifero elettrico, 2022, tessuto Terital cotone, tintura di caffè, ricamato a mano,
530×150 cm. Courtesy l’artista e Renata Fabbri, Milano. Foto: Mattia Mognetti

Una delle peculiarità di Matilde Sambo, rintracciabile sia in Presentimento nella galleria Renata Fabbri, sia nelle altre esposizioni, è la scelta di esprimersi attraverso diversi linguaggi. Scultura, incisione, disegno e installazione si fanno spazio negli ambienti della galleria milanese in un percorso circolare. Le opere esposte parlano di premonizioni: immagini spesso confuse, all’interno delle quali è possibile rintracciare elementi della realtà. In questo apparente caos, è necessario individuare i segnali sottili di ciò che potrebbe essere o accadere.

Matilde Sambo, Viaggio a Nauman, 2025, fusione in bronzo a cera persa, struttura in ferro,
120x75x55 cm, opera unica. Courtesy l’artista e Renata Fabbri, Milano. Foto: Mattia Mognetti

L’esplorazione della metamorfosi di Presentimento

Varcando la soglia della galleria, lo sguardo è catturato da Fiammifero elettrico (2022), un grande tessuto ricamato dall’artista, sospeso dal soffitto, che offre protezione a La talpa che divenne tana di sé stessa (2022). Accanto, è posizionata Membrane Permeabili XII (2025), prima delle tre installazioni di questa sala con un piedistallo in ferro. Sulla sua cima si affaccia una scultura a cera persa in cui umano e vegetale si mescolano in una torsione verso l’alto. Il sostegno in ferro di Membrane Permeabili XI (2025) e Viaggio a Nauman (2025), invece, rimanda alle onde theta caratteristiche dello stato di sonno profondo. Anche in questa rappresentazione, elementi umani, vegetali e animali si fondono per dar vita a figure metamorfiche. Il tema del temporale, già toccato in occasione di Fulgur, è ripreso da Sambo all’interno dell’incisione Nodi di luce (2025), in cui un fulmine si offre come presagio di un futuro accadimento.

Matilde Sambo, Presentimento. Veduta della mostra, Renata Fabbri, Milano, 2025. Foto: Mattia Mognetti

L’incompiuto onirico come spinta verso la creatività

Nella seconda sala di Presentimento, la mostra approfondisce il tema della metamorfosi con la serie Interstizi e collisioni (2024), in cui la grafite usata per tracciare figure, animali e vegetali si ferma per dare spazio all’immaginazione. Nonostante la precisione minuziosa, che ricorda delle tavole di anatomia, Sambo si serve del non finito per lasciare che i segni si combinino tra loro. Aguzzando lo sguardo si può notare una scimmia diventare una mangrovia e un corallo, una lucertola che interagisce con un ibrido vegetale e un muscolo umano, infine una spina dorsale ricurva. Anche in Sogno lucido (2025), che pende dal soffitto della galleria, compare lo stesso rettile, poggiato su un ramo accanto ad una mano.

Matilde Sambo, Sogno lucido, 2025, fusione in bronzo a cera persa, 31,5x14x14 cm (dettaglio), opera
unica. Courtesy l’artista e Renata Fabbri, Milano. Foto: Mattia Mognetti

In questo limbo a metà tra lo stato di quiete fisica e di creazione mentale, l’idea di Matilde Sambo è quella di svelare un processo continuo di trasformazione e di ibridazione tra elementi e mondi diversi. Come ha affermato anche Niccolò Giacomazzi, autore del testo critico: «Presentimento ci porta a considerare la forma incompiuta, non-finita, come inizio per delineare e plasmare l’evoluzione stessa del presente».

Matilde Sambo, Presentimento. Veduta della mostra, Renata Fabbri, Milano, 2025. Foto: Mattia Mognetti

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