Riciclare la bellezza. Il gioco serio di Salvatore Settis e Rem Koolhaas da Fondazione Prada

di - 21 Novembre 2022

L’innesco è stato una richiesta di Miuccia Prada: «parlare d’arte antica come se fosse contemporanea».

Da qui, la deflagrazione costruttiva di un dialogo, teorico e concreto, di cui finora si è assistito ai (primi?) tre atti.

L’ultimo è Recycling Beauty, presentato il 16 novembre dai suoi protagonisti Salvatore Settis e Rem Koolhas, introdotti da Chiara Costa, Head of Programs di Fondazione Prada, in cui l’archeologo e l’architetto hanno raccontato con tocchi d’ironia le reciproche visioni e le “incursioni” nel territorio dell’altro.

«Non ho mai ammesso prima la mia passione per lavorare con l’antichità», ha “rivelato” Koolhaas, rendendo manifesto il segreto del suo allestimento, convergente con l’esposizione sul riuso, dal Medioevo al Barocco, di antichità greche e romane.

«L’arte o non esiste o è sempre contemporanea -ha esordito Settis, curatore del progetto espositivo- Per questo siamo partiti anni fa da categorie familiari al mondo contemporaneo, come la serialità, declinandole attraverso l’arte antica».

Il primo episodio era stato infatti Serial Classic del 2015, curato da Settis come mostra d’esordio in Largo Isarco, area industriale riconvertita integralmente dallo studio Koolhaas/OMA negli attuali spazi milanesi della Fondazione.

Poi è stata la volta di Portable Classic, che ha rivisto all’opera la “strana coppia” a Venezia: fonte di ispirazione la portabilità dei nostri oggetti quotidiani.

Salvatore Settis and Rem Koolhaas_ph Francesca D'Amicomore
Nicolas Cordier La Zingarella 1607–1612 riuso di una statua dell’inizio del I secolo d.C. marmo pentelico (tunica), marmo bigio antico e marmo bigio morato (mantello), bronzo (testa, mano destra, piedi) Roma, Galleria Borghese, inv. CCLXIII Su concessione della Galleria Borghese, photo Luciano Romano Nicolas Cordier Moro Borghese tra il 1607 e il 1612 calcare nero (testa antica, iride), calcite bianca (occhi), marmo nero (torso antico, collo moderno, braccia, gambe), marmo rosso (tracolla di epoca moderna), alabastro (parti della tunica di epoca moderna), marmo giallo antico, marmo verde e alabastro a pecorella (cintura, calzature, plinto e frange della tunica; tutti di epoca moderna) Parigi, Musée du Louvre, Départment des Antiquités greques, étrusques et romaines, inv. MR 303 © 2022. Musée du Louvre / RMN-Grand Palais / Photo: Hervé Lewandowski / Dist. Foto SCALA, Firenze more
Salvatore Settis and Rem Koolhaas_ph Francesca D'Amicomore
Immagine della mostra “Recycling Beauty” Fondazione Prada, Milano Foto: Roberto Marossi Courtesy: Fondazione Prada more
Sedia termale (latrina) Età adrianea (117–138 d.C.) marmo rosso antico Città del Vaticano, Musei Vaticani, Museo Pio Clementino, Gabinetto delle Maschere, inv. MV.818 Foto © Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – Direzione dei Musei Trono di Virgilio II secolo a.C. marmo bigio morato Mantova, Musei Civici, Museo di Palazzo San Sebastiano, inv. G 6640 © Comune di Mantova, Musei Civici, Mantova more
Immagine della mostra “Recycling Beauty” Fondazione Prada, Milano Foto: Roberto Marossi Courtesy: Fondazione Prada Da sinistra a destra: Mano destra e piede destro del Colosso di Costantino 312 d.C. dalla Basilica Nova a Roma (nota anche come Basilica di Massenzio) Roma, Musei Capitolini Ricostruzione del Colosso di Costantino, 2022 ricostruzione a scala 1:1 (h 11,06 m) Una collaborazione tra Musei Capitolini, Fondazione Prada e Fundación Factum Ideato da Claudio Parisi Presicce. Prodotto da Factum Arte, Madridmore
Immagine della mostra “Recycling Beauty” Fondazione Prada, Milano Foto: Roberto Marossi Courtesy: Fondazione Prada In primo piano: Sarcofago con scene del combattimento di Dioniso contro le Amazzoni seconda metà del II secolo d.C. (160 d.C. circa) Cortona, Museo Diocesano more
Immagine della mostra “Recycling Beauty” Fondazione Prada, Milano Foto: Roberto Marossi Courtesy: Fondazione Prada Da sinistra a destra: Santa Ifigenia di Vicenza (del tipo ‘Piccola Ercolanese’) statua: Scultore romano, I secolo d.C., testa: scultore veneto, XVI secolo, iscrizione in latino: età moderna, Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati Antonino Pio come San Giuseppe, metà del II secolo d.C. Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek Rilievo Santacroce fine del I secolo a.C., iscrizioni del XV secolo Città del Vaticano, Musei Vaticani, Galleria Lapidaria, XV more

Per il terzo capitolo è stata la categoria del riciclo a essere estesa dall’oggi al mondo antico, universo tutt’altro che statico e in continua metamorfosi. «Il taglia-e-incolla non è un’invenzione del presente», ha sottolineato Settis, citando alcuni esempi in mostra, tra cui la coppia di statue il Moro Borghese e La Zingarella, ricomposte a Roma dal francese Nicolas Cordier con frammenti antichi ibridati da parti di sua creazione. «Queste opere sono al contempo del I secolo e del XVII», ha chiarito lo storico dell’arte, similmente alla Santa Ifigenia di Palazzo Chiericati a Vicenza, la cui testa del I secolo d.C. è stata “ricongiunta” al corpo creato da uno scultore veneto nel XVI secolo, autore non solo di un salvataggio di bellezza, ma anche dello slittamento semantico tra paganesimo e cultura cristiana. «È stata l’occasione per la “ragazza” di rimettere la testa a posto» ha ironizzato Settis, esplicitando altresì l’obiettivo serio di Recycling Beauty: riunire la meraviglia con l’avanzamento scientifico nella comprensione di quei capolavori.

«Le mostre curate da Salvatore sono sempre fonte di discussione, anche polemica -ha ricordato Rem Koolhaas- Negli spazi del Podium e della Cisterna, però, ci siamo presi insieme la libertà di giocare con l’antichità e con l’arte, senza la pressione del politically correct».

Del resto «non esiste documento di civiltà che non sia al tempo stesso un documento di barbarie» si legge nell’Angelus Novus di Walter Benjamin, citato da Settis per rimarcare come il riciclo implichi un’idea di crisi. «Le statue in pietra venivano impiegate per costruire edifici e i bronzi, tra cui alcuni di Lisippo, fusi nel disperato bisogno di metalli per pentole e monete». La bellezza si è messa in salvo soltanto quando è stata riconosciuta e riutilizzata, quando latrine sono divenute scranni papali o imperatori romani sono stati “riconvertiti” con attributi di santi, quando i marmi antichi sono stati frantumati e ricomposti secoli dopo nelle pregiate composizioni “cosmatesche”.

S’ipotizza persino che la colossale statua di Costantino, alta 11 metri e ricostruita per la prima volta in occasione della rassegna, derivi dalla raffigurazione di un dio, a cui venne “tagliata la barba” per maggiore somiglianza con l’imperatore. «L’allestimento ci permette di guardare il condottiero cristiano negli occhi», chiosa Koolhaas, grazie all’accesso dai balconi della Cisterna.

«Ogni pezzo ha la sua biografia –conclude Settis- che qui abbiamo voluto raccontare dal vivo, grazie alle scrivanie pensate da Rem, davanti a cui, invece dei libri, ci sono dei pezzi di storia».

Per un serio divagare tra studio e stupore.

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