Spaceman: Filippo Tincolini svela a Capri la nuova opera

di - 1 Agosto 2024

Le opere di Filippo Tincolini vivono dell’incontro tra la cura estetica, nel rispetto dei canoni della scultura classica e le tradizioni millenarie dei laboratori di Carrara e lo stupore di fronte a qualcosa “altro da noi” che, venendoci incontro, ci interroga e ci interpella, offrendoci una possibile via d’uscita dal labirinto della vita.

Nello Spaceman – opera che incarna perfettamente la visione artistica di Tincolini che con la sua arte ci racconta «di una società soffocata e schiacciata ma anche della sua determinazione e delle sue lotte» – foglie e fiori emergono dalla superficie svelando una vitalità che trascende i confini del tessuto tecnologico della tuta spaziale, un richiamo a non perdere di vista la nostra essenza mentre ci proiettiamo nelle dimensioni astratte dell’esplorazione spaziale, metafora potente dell’interdipendenza tra l’aspirazione umana e le radici ambientali.

Filippo Tincolini, Spaceman Shine, 2023. 46x82x200 cm, resina Cromata, Candy Giallo. Ph. Laura Veschi

In un’epoca di progresso tecnologico senza precedenti, possiamo veramente considerarci separati dal mondo naturale che ci ha dato vita?

L’arte diviene non solo riflessione ma anche testimonianza della necessità di un equilibrio tra il volgere lo sguardo verso le stelle e il mantenere i piedi ben saldi nella terra che ci sostiene. È la terra la nostra patria sembra dirci l’artista, siamo abitanti della Terra, dobbiamo iniziare a esserlo davvero: «Ciascuno di noi ha la propria genealogia e la propria carta d’identità terrestre. Ciascuno di noi viene dalla Terra, è della Terra, è sulla Terra. Apparteniamo alla Terra che ci appartiene». Il marmo è la materia privilegiata da Filippo Tincolini: «Penso al marmo come a un testimone silenzioso della storia umana. – afferma l’artista – Ha visto la vita e la morte, conosciuto i trionfi e le cadute delle grandi potenze. Ha sentito il dolore e la paura in coloro che hanno affrontato la sua resistenza. Fa parte di questa terra, e quando lo lavoro, sento il suo cuore battere accanto al mio. Il marmo è il punto di partenza, l’inizio di un profondo dialogo tra la mia creatività e la forza della natura».

Filippo Tincolini, Flowered Venus Head, 2024. Marmo di Carrara, Statuario Michelangelo, 32x42x57 cm. Ph. Laura Veschi

Sono di marmo tutte le opere di Filippo Tincolini ma lo Spaceman diventa anche “Spaceman Shine” L’astronauta, emblema della cultura pop e sintesi di progresso tecnologico e avventure fantascientifiche, viene rappresentato non solo col candido marmo ma anche attraverso resine, colori fluo (Yellow, Light Blu, Fucsia, …) e un’aura “shine”. La scelta di non lavorare col marmo e l’uso di una vernice fluorescente sono deliberati: l’astronauta, trasfigurato in queste nuove vesti, diventa un emblema vibrante della cultura pop. Questa scultura, attraverso il suo medium e la sua estetica, parla il linguaggio dell’epoca attuale, un’era definita dall’immediatezza visiva. Il colore fluo non solo cattura l’occhio ma invoca anche il dinamismo e l’energia della cultura contemporanea, riflettendo il modo in cui la tecnologia illumina e talvolta sovrasta il nostro mondo naturale.

La vernice fluorescente che riveste “Spaceman Shine” non serve solo a dare risalto e vitalità all’opera; è anche un riferimento alla luce stellare, ai segnali luminosi che attraversano il cosmo, e alla stessa natura effimera della fama. In questo senso, “Spaceman Shine” si configura come un’opera che, pur conservando i temi della serie — il rapporto tra l’umano e il naturale, l’esplorazione e la scoperta — cerca nuove dimensioni di significato, inserendosi con coraggio nel dialogo culturale dell’arte contemporanea.

Filippo TIncolini, Spaceman Shine, 2023. 46x82x200 cm, resina Cromata, Candy Fucsia. Ph. Laura Veschi

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