Svenja Deininger, Quotes 2022. Installation View, ph. Andrea Rossetti
La mostra personale âQuotesâ dellâartista viennese Svenja Deininger (1974), visitabile fino al 30 settembre 2022 presso Schiavo Zoppelli Gallery di Milano, presenta una selezione di una decina di lavori di recente produzione, unica eccezione è lâopera Untitled (2020), esposta in occasione della mostra âTwo Thoughtsâ alla Collezione Maramotti che funziona da trait dâunion con la produzione precedente dellâartista.
La peculiaritĂ dei lavori della Deininger risiede nellâutilizzo di ogni parte della tela, essa per lâartista diviene un mezzo per la costruzione dellâopera stessa. La superficie, il retro, il bordo, il telaio nulla viene sacrificato, ogni elemento è impiegato nel dipinto. La superficie molto spesso è il risultato di sovrapposizioni di piĂš tele, il supporto è sagomato (lâopera esce dalla sua dimensione standard), i bordi sono dipinti.
I soggetti apparentemente sono delle forme astratte pure, asettiche, combinazioni di colori e forme geometriche, in realtĂ le opere di Svenja Deininger tendono alla figurazione. Se con gli occhi seguiamo le direzioni delle linee e delle sagome lentamente ci appaiono dei profili, dei paesaggi e delle architetture. Le immagini non sono mai fisse, variano ad ogni sguardo sulle opere. Le citazioni, da cui il titolo della mostra Quotes, sono riferimenti a un reale che si compone e scompone davanti ai nostri occhi. Questo effetto è molto forte nelle sei opere accostate lungo le pareti contigue della galleria: nellâinsieme esse sembrano concepite come un puzzle da comporre, ogni opera si configura con lâaltra in una continuitĂ visiva. Il visitatore è spinto ad allontanarsi e avvicinarsi per costruire lâintera immagine, le sagome delle tele si incastrano tra loro, le linee e le forme sono in dialogo e la scelta dei colori crea dei richiami e degli accostamenti cromatici. Le campiture sono piatte, ma lâartista non nasconde la natura e la materialitĂ della tela. Nemmeno la processualitĂ dellâopera è celata, si scorgono, infatti, anche delle lievi sbavature e imperfezioni nella stesura del colore questo perchĂŠ, come dicevamo, Svenja Deininger non intende lâopera come pura forma astratta, ma come carne e corpo vivo in divenire e continua trasformazione.
In questo modo lâartista crea un vero e proprio orizzonte visivo, unâatmosfera che esce dalla bidimensione per entrare nello spazio ed abitarlo.
Forse lâopera cardine dellâintera esposizione, che incarna tutta la poetica del lavoro della Deininger, è Untitled (2022) un trittico composto da tre tele di dimensioni monumentali, dipinte a bande verticali e appese senza telaio al soffitto che scendono fino a sfiorare il pavimento. Lâinstallazione site specific, realizzata appositamente per la Schiavo Zoppelli Gallery, è sospesa nel vuoto, libera di oscillare e muoversi nello spazio, essa ha una vita propria e una propria corporalitĂ . Il visitatore può girarle intorno, vederla a 360 gradi e scoprire che i due lati delle tele sono diversi. Lâopera funziona da catalizzatore richiamando e incorporando tutte le forme e le cromie dellâintera costruzione espositiva essa assurge a simbolo dellâintera ricerca artistica di Svenja Deininger.
Attraverso la sua indagine che si colloca tra astratto e concreto, oggettivitĂ e soggettivitĂ , lâartista supera queste dicotomie in una soluzione di continuitĂ espressiva.
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