Terremoto in Marocco: artisti internazionali e fiera 1-54 lanciano iniziative per raccogliere fondi

di - 14 Settembre 2023

Più di 2800 morti, 1400 feriti gravi, in totale si stima che siano state colpite 300mila persone. E il bilancio del terribile terremoto di magnitudo 6,8 che ha colpito il Marocco occidentale venerdì, 8 settembre, è destinato a cambiare in peggio. La maggior parte delle vittime si trovano nel distretto di Al Haouz nelle montagne dell’Alto Atlante, dove interi villaggi sono stati completamente rasi al suolo. Ma l’evento sismico più grave mai registrato nella storia del Marocco, ha colpito duramente anche il patrimonio culturale del Paese. Nella zona dell’epicentro, che corrisponde a Marrakech e alla regione circostante, numerose strutture storiche e centri culturali hanno riportato seri danni, alcuni sono andati completamente distrutti.

Intere sezioni delle mura secolari di arenaria che circondano il quartiere della Medina, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1985, si sono incrinate e sgretolate. All’interno, la piazza del mercato Jemaa El-Fnaa ha subito danni significativi, così come il minareto della moschea Kharbouch. Il video della moschea Koutoubia che ondeggia pericolosamente è circolato sui social negli ultimi giorni, facendo temere per il destino del principale edificio religioso della città, risalente a 800 anni fa ed esempio dell’architettura islamica almohade. La moschea Tinmel, risalente al XII secolo e situata nelle montagne dell’Alto Atlante, aggiunta alla lista provvisoria del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1995, è stata quasi completamente demolita.

«Dopo un disastro come questo, la cosa più importante è preservare le vite umane», ha dichiarato alla stampa Eric Falt, direttore regionale dell’Ufficio UNESCO per il Nord Africa. «Ma è necessario programmare subito anche la seconda fase, che prevede la ricostruzione delle scuole e dei beni culturali colpiti dal sisma».

A quattro giorni dal sisma, Re Mohammed VI ha rotto il silenzio e ha fatto visita ai feriti negli ospedali di Marrakech. Qui, secondo quanto riportato da media locali, avrebbe anche donato il sangue. Da molti Paesi sono partiti gli aiuti ma il Marocco ha fatto sapere che non li accetterà da tutti. Per il momento solo dalla Spagna, dal Regno Unito, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Qatar ma non dalla Francia. Il governo ha preso questa decisione per evitare il caos e la mancanza di coordinamento e non esclude di autorizzare altri aiuti ma, dietro tale scelta, potrebbero esserci strategie diplomatiche o interessi geopolitici. Intanto, anche il mondo dell’arte si è fatto avanti.

Un gruppo di artisti originari del Marocco sta raccogliendo fondi per sostenere le operazioni di soccorso. Yto Barrada, Meriem Bennani, Hassan Hajjaj e altri 23 artisti legati al paese nordafricano hanno lanciato una vendita di stampe chiamata Artists For Morocco.  Ogni stampa ha un prezzo di 125 euro e tutti i proventi saranno devoluti a due ONG: Amal Women’s Training Center, un ente di beneficenza con sede a Marrakesh che consegna alimenti alle persone, e Rif Tribes Foundation, che sta lavorando per portare aiuti ai villaggi più remoti toccati dal disastro. L’iniziativa è stata guidata dal designer Ismail Elaaddioui, dall’editrice e scrittrice Samira Larouci e dal fotografo Anass Ouaziz. Tra gli altri artisti partecipanti, anche Abdela Igmirien, Yoriyas Alaoui Ismaili, Seif Kousmate, Mous Lamrabat e Fatima Zohra Serri.

A fare la propria parte anche la 1-54 Contemporary African Art Fair, che sta organizzando un progetto di raccolta fondi, rivolto sia agli artisti che alle istituzioni, per finanziare la ricostruzione della Medina di Marrakech, città nella quale, peraltro, dal 2018, si tiene una tappa di quella che è la principale fiera del continente africano. Touria El Glaoui, direttrice e fondatrice di 1-54, ha dichiarato a The Art Newspaper che la sua fiera prevede di collaborare con vari partner, tra cui il Museo di arte contemporanea africana Al Maaden, la Montresso Art Foundation e il Musée Yves Saint Laurent, per pianificare dei progetti di ricostruzione a lungo termine.

Proprio a un artista marocchino, originario di Marrakech, Amine El Gotaibi, la fiera aveva commissionato la realizzazione di un’installazione ambientale, in occasione della prossima edizione della fiera a Londra. El Gotaibi realizzerà un’opera incentrata sulla relazione tra la luce e il continente africano.

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