Sabrina D'Alessandro, Redamare, 2022, acciaio corten e cannoni d'avancarica. Passeggiata Morin, La Spezia
Parole, parole, parole. Che si perdono nel tempo. Avete mai pensato a quanto il parlare comune abbia imparato a fare a meno di vocaboli che, al contrario, generazioni precedenti utilizzavano piĂč o meno correntemente? In un unâepoca in cui i neologismi crescono con lo stesso ritmo dellâinflazione, il parco lessicale tende a cambiare con una rapiditĂ impressionante. Ă la rottamazione bellezza, anche del linguaggio. Paladina delle parole âpensionateâ o a un passo dallâesserlo, Ăš Sabrina DâAlessandro, artista che ha messo il linguaggio al centro della sua ricerca artistica. Da piccola aveva giĂ il pallino delle parole in quota âvintageâ. Da grande â non a caso â ha fondato lâURPS, acronimo per Ufficio Resurrezione Parole Smarrite.
Una di quelle âparole smarriteâ, Redamare, Ăš giĂ nella testa di chi ha la fortuna di farsi una bella passeggiata sul lungomare de La Spezia. E, complice un selfie tentatore (pare inizi a essere gettonata da turisti e non solo) o il passaparola, magari contribuirĂ inconsapevolmente alla sua resurrezione. In fondo anche questo Ăš uno degli obiettivi del progetto site specific Redamare, presentato alla stampa il 26 maggio scorso e realizzato col supporto di Sanlorenzo S.p.A.
Redamare Ăš il monumento âparlanteâ che Sabrina DâAlessandro ha posizionato nel bel mezzo di Passeggiata Morin, tra due ottocenteschi cannoni dâavancarica che ora, dice lâartista, «Non servono piĂč a sparare proiettili, ma una parola». Otto lettere affacciate sul golfo de La Spezia. Otto lettere che, si accettano scommesse, attaccate una allâaltra ben pochi riusciranno a decifrare. DâAlessandro spiega che «Redamare Ăš un verbo che deriva dal latino, significa amare di un amore corrisposto»; aggiungendo dâessersi concentrata su questa parola in quanto legata allâidea che «Bisogna amare per essere amati», una prospettiva di reciprocitĂ universale quantomai attuale e necessaria ai tempi dâoggi.
Il titolo dellâopera non Ăš altro che lâopera stessa. GiĂ solo per questo Redamare Ăš un progetto sincero, concettualmente senza fronzoli roboanti, come ricerca artistica di DâAlessandro vuole. Un site specific da leggere, che invita a concentrarsi su significato e significante della parola, cosĂŹ da preservarne il contenuto a dispetto del tempo e delle mode passeggere.
Scampato allâestinzione, il verbo Redamare arriverĂ ai posteri nei caratteri cubitali della sua forma monumentale; in un acciaio corten, scelto dallâartista sĂŹ per le qualitĂ intrinseche (esposizione alle intemperie, salmastro in primis), ma soprattutto perchĂ© con quella caratteristica patina rugginosa «à come se la parola fosse risalita dal fondo del mare». Ripescata in tutta la sua obsolescenza. Quanti di voi dicono ancora âobsolescenzaâ?
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Iniziativa molto originale. Se a fianco dellâopera ci fosse una spiegazione magari anche i inglese e francese, allargherebbe gli orizzonti anche a qualche turista.