Quartiere Latino 2, 17 giugno 2022, credit Francesca Wander
Le rampe delle scale si affacciano sul cortile del palazzo in via Domenico Cirillo, le grate di ferro battuto dei corrimano sono come balconi dai quali sporgersi, tra lâarrivo e il riposo. Tra un piano e lâaltro, seguendo le ore di luce e ombra, lâaria cambia sempre un poâ rispetto a come era qualche minuto prima. Proprio come un ricamo tra spazio domestico e quello pubblico, sui pianerottoli si trova un poâ di tutto, principalmente vasi ma anche altri oggetti, portaombrelli, stendini, mobiletti per le scarpe, giocattoli ingombranti.
E poi, chiaramente, persone che si incrociano e si salutano e che, salendo e scendendo, fanno attenzione ai propri passi sui gradini, nella cui pietra scura sono incastonati elementi decorativi di bigiotteria, spille, laccetti, pietre di vari colori, accessori per pelletteria custoditi dalle sorelle Dora e Fausta, le storiche abitanti dellâAtelier Alifuoco. Soffusa nel percorso obliquo delle scale, lâinstallazione di Veronica Bisesti attraversa la verticale del palazzo di via Domenico Cirillo e si adatta alle piccole incrinature dellâarchitettura e della storia, rileggendone o risanandone le sconnessioni e le fessure con innesti di una vezzosa lucentezza.
Sulla superficie del muro incuneato nella strettoia del primo interpiano, si agita un vortice di forme e di colori irradiati dal palmo di una mano, un saluto, un segno di intesa o attenzione, una imposizione magica o mistica, unâaffermazione di presenza. Con lâenergia del suo tratto, tra macchie e campiture, forme organiche e meccaniche, Andrea Bolognino ha percorso le stratificazioni della parete. Per impressione o sottrazione, una linea dopo lâaltra, segno dopo segno, si scandisce il carattere ambiguo dello scorrere del tempo, un non finito latente che sfugge alla comprensione e imprime e riscrive il proprio passaggio, al di lĂ e al di qua delle strutture di pietra, ferro e cemento.
Arrivato allâultimo piano, non câè nessun altro, le porte degli appartamenti sono chiuse e delle voci dellâAtelier Alifuoco arriva solo qualche vocale un poâ piĂš acuta. In questo orizzonte di sospensione, lâopera di Lucas Memmola è un cenno che si intravede tra le piante, ci vuole qualche secondo per rendersene conto ma poi quel disco di riverberi bruniti â sovraimpressi sul muro oppure emergenti âdallâaltra parteâ come per un fenomeno di capillaritĂ â cattura lâattenzione, la intriga, come oro antico da riscoprire, come una maschera di Agamennone in cui chiaroscuri creano zone di vuoto e forme vaghe.
Presentate per la seconda edizione di Quartiere Latino, progetto di condominio-museo dâarte contemporanea a cura di Nicola Vincenzo Piscopo e con il supporto di Atelier Alifuoco, le opere di Bisesti, Bolognino e Memmola rimarranno nel palazzo di via Cirillo, insieme a quelle di Clarissa Baldassarri, Paolo La Motta e Gabriella Siciliano, invitati per il primo appuntamento. Nei labirintici spazi dellâAtelier, invece, hanno luogo gli studi degli artisti residenti, Maria Teresa Palladino, Lucia Schettino e Francesco Maria Sabatini, oltre che dello stesso Piscopo.
Trasformato in laboratorio artistico a partire dal 2016, lâAtelier è idealmente ma anche letteralmente dedicato alle sorelle Dora e Fausta Alifuoco, vissute nellâappartamento nel quale sono ancora evidenti le tracce delle storie trascorse. Negli ultimi anni, le attivitĂ dello spazio privato si sono intrecciate con quelle di altri artisti e operatori culturali, dando vita a preziose â e piacevolissime â occasioni di apertura, di relazione, di incontro e di scambio.
Veronica Bisesti, nasce nel 1991 a Napoli. Tra le mostre piĂš recenti si annoverano: 2022,The expanded body, a cura di Angelica Gatto e Simone Zacchini, 1/9 arte contemporanea, 2021, There is no time to enjoy the sun, a cura di Federico Del Vecchio, Fondazione Morra Greco, Napoli; 2018, Sottobosco, a cura di Antonello Tolve, Palatul BĂ nffy Muzeul National De Arta, Cluj-NapocaCluj-Napoca.
Andrea Bolognino nasce nel 1991 a Napoli. Si laurea in Pittura presso lâAccademia di Belle Arti di Napoli. Il suo lavoro è stato esposto in numerose esposizioni come âCecitĂ , accecamento, oltraggioâ al Museo di Capodimonte curata da Sylvain Bellenger (2021/22), alla Galleria Acappella âI Gigantiâ (2022), âOpen Systemsâ curata da Giulietta-Basel al Museo Nitsch (2021), âThere is No Time to Enjoy the Sunâ curata da Federico Del Vecchio alla Fondazione Morra Greco a Napoli (2021), La Biennale Danza â Teatro dellâArsenale (2020), âGestellâ Erratum Galerie, Berlino (2018).
Lucas Memmola nasce nel 1994 a Bari e studia allâAccademia delle Belle Arti di Brera di Milano. Dal 2016 al 2019 è assistente dellâartista Gian Maria Tosatti. âTrinity siteâ è il titolo dellâultima mostra personale presso aA29 project room (Milano,2022). Nel 2021 cura Exit Strategy a Napoli. Nel 2020 è tra i finalisti dellâUndicesima Edizione del Combat Prize, in mostra presso SAC â Spazio Arte Contemporanea, Livorno.
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