Ha resistito per anni alle intemperie del deserto ma non agli esseri umani. Nemmeno la sua collocazione a dir poco esotica ha salvato East-West/West-East, monumentale opera installata da Richard Serra nel 2014, nel deserto del Qatar occidentale, che negli ultimi mesi è stata deliberatamente vandalizzata da parte di alcuni visitatori, poco rispettosi della solennità della scultura e del sito. Una maestosità che si intuisce anche solo da Google Maps (avete dato un’occhiata al nostro viaggio intorno al mondo della Land Art?).
L’opera di Richard Serra si trova precisamente su un altopiano della Riserva Naturale di Brouq, a circa 60 chilometri da Doha, capitale del Qatar, ed è composta da quattro enormi monoliti in acciaio, che variano di altezza tra i 14,7 e i 16,7 metri, disposti in base all’inclinazione, che va dai 54 ai 48 metri. A commissionare l’installazione è stata la Qatar Museums Authority, in occasione della prima retrospettiva di Serra in medio oriente, che si svolse nel 2014.
Gli atti vandalici sono stati duramente condannati dal governo qatariota: «Il vandalismo di qualsiasi tipo per la nostra arte pubblica non influisce solo sul godimento dell’opera da parte della comunità ma danneggia anche il patrimonio culturale del Qatar», ha dichiarato Abdullatif Al Jasmi, direttore del dipartimento di protezione del patrimonio culturale della Qatar Museums Authority, che è anche responsabile dell’installazione di opere d’arte pubbliche di artisti come Louise Bourgeois, Liam Gillick e Damien Hirst. «È importante che le persone comprendano l’impatto sociale del danneggiamento delle opere d’arte e che sappiano che possono ricevere multe ingenti, oltre a dover pagare i lavori di restauro».
Comunque non sono stati comunicati altri dettagli sul danno ma Al Jasmi ha spiegato che le istituzioni stanno lavorando per istituire una nuova legge sui beni culturali «Che si baserà sulle normative esistenti per rafforzare la protezione delle arti e della cultura nel Paese». «L’arte pubblica è una risorsa nazionale di cui noi cittadini e residenti dobbiamo essere orgogliosi», ha commentato Abdulrahman al-Ishaq, direttore del dipartimento arte pubblica del Qatar Museum. «Chiediamo alla comunità di aiutarci a garantire che tutte le opere d’arte pubbliche siano curate e protette, preservandole per il godimento delle generazioni attuali e future. La nostra arte pubblica è una parte fondamentale della vita culturale del Qatar, a beneficio della nazione e della sua gente, sia socialmente che economicamente».
UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio
Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…
Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…
Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…
Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…
Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…