In occasione del 230esimo anniversario dei Louvre, venti artisti contemporanei sono stati chiamati a realizzare dei video dedicati al museo. I contributi, della durata di tre minuti e trenta secondi, saranno pubblicati settimanalmente sulle piattaforme digitali del museo nella rubrica Louvre Looks.
Lavorando con troupe cinematografiche o utilizzando solamente i propri telefoni cellulari, di notte o durante l’orario di visita, impiegando risorse digitali o concentrandosi sul loro personale legame con le opere, Hicham Berrada, Anton Bialas e Kamilya Kuspanova, Mykki Blanco, Dachi-Giorgi Garuchava, Guillaume Bresson, Jacob Bromberg, Théo Casciani, Pan Daijing, David Douard, Eliza Douglas, Jennifer Douzenel, Mimosa Echard, Miles Greenberg, Marie Jacotey, Christelle Oyiri, Edgar Sarin, Marine Serre, Bianca Bondi, Candid Höfer e Miquel Barceló hanno creato un ritratto corale del Louvre, raccontando come la vita e il pubblico siano tornati al museo dopo le restrizioni degli ultimi anni.
“Ogni opera è unica a modo suo. Ciò che colpisce ancora di più è la diversità delle risposte: toccano questioni, opere, sensibilità, ma ognuna con un sentimento molto personale. È questo l’obiettivo che ci siamo posti nella scelta degli artisti, e loro hanno fatto il resto”, ha affermato Donatien Grau, responsabile del programma contemporaneo del Louvre.
Ad esempio Iván Argote, artista e regista classe 1983 di origini colombiane, nel suo video Why ha raccontato la sua prima visita al museo, realizzata seguendo un rigoroso itinerario cronologico: “Ho iniziato dal principio: le antichità del Medio Oriente, Mesopotamia, Egitto. Ero impressionato: una terracotta di 4000 anni, una pagnotta di pane di 3000 anni, grandi sfingi, statue, elementi di una tomba, una mummia, una colonna persiana con due tori…”.
L’artista parigina Christelle Oyiri invece, riguardo al suo contributo I bow, but am not intimidated ha affermato: “Da bambina avevo un rapporto ambivalente con l’idea di museo. Mio padre era una guardia di sicurezza alla Cité des Sciences et de l’Industrie, quando sono entrata al Louvre per la prima volta, è stato uno shock. Artisticamente, certo, ma soprattutto nel mio modo di vivere l’arte intorno a me. Ora che sono adulto e artista, mi sento più a mio agio con l’idea di toccare e sentire queste opere monumentali attraverso la mia comprensione”.
L’intero progetto sarà presentato il 26 gennaio con una prima proiezione all’Auditorium Michel Laclotte del museo e poi svelato sui canali social. L’iniziativa è l’ultima di una serie di innovazioni digitali come Une Oeuvre du Louvre, in cui un artista contemporaneo sceglie un’opera di spicco della collezione del museo, spiegando su Instagram le ragioni della sua decisione.
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