Vivere insieme è un affare incompiuto: come sarà il Padiglione Svizzero alla Biennale 2026

di - 23 Gennaio 2026

È stato annunciato il progetto del Padiglione Svizzera alla 61ma Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia: si intitolerà The Unfinished Business of Living Together e sarà concepito dai curatori Gianmaria Andreetta e Luca Beeler insieme all’artista Nina Wakeford, in collaborazione con Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance e Yul Tomatala.

Nel suo lavoro, Nina Wakeford esplora le modalità attraverso cui memoria collettiva e relazioni sociali si influenzano vicendevolmente. Attraverso video e installazioni, l’artista riattiva archivi visuali e strutture narrative per indagare come le storie individuali e collettive vengano costruite, mediate e talvolta anche rimosse. I suoi progetti più recenti sono stati spesso sviluppati in dialogo con comunità e spazi pubblici e hanno avuto come fulcro la messa in discussione sia delle modalità classiche di rappresentazione sia della funzione delle istituzioni culturali come luoghi di inclusione o esclusione.

Con il progetto che sarà presentato alla Biennale 2026, in particolare, si guarda all’archivio non come a uno spazio di disputa e negoziazione politica. Il Padiglione si interrogherà su che cosa significa vivere insieme e soprattutto su chi ha il diritto di parlare, di essere ascoltato e, di conseguenza, di entrare nell’archivio della memoria collettiva.

Il punto di partenza è mediatico e preciso: un episodio del 1978 di Telearena, programma della televisione pubblica svizzera, in cui il cosiddetto “problema dell’omosessualità” veniva discusso in diretta nazionale. Per la prima volta, persone che si identificavano come omosessuali prendevano parola in uno spazio mainstream, oltre i confini delle sottoculture, contribuendo alla costruzione di nuove alleanze tra comunità lesbiche e gay in Svizzera.

Sei anni dopo, nel 1984, quelle stesse tensioni riemergevano nel talk show francofono Agora, trasmesso via satellite e capace di mettere in dialogo pubblico svizzero, francese e canadese. In entrambi i casi, il dibattito era innescato da sketch dal vivo scritti dal dipartimento di fiction televisiva: una messa in scena del confronto che sollecitava il pubblico a reagire a partire dalla propria esperienza.

Agora – Homosexualité, 1984, still image, Coproductions RTS RadioTélévision Suisse, Courtesy RTS / SRG SSR (Schweizerische Radio- und Fernsehgesellschaft) .

A quasi 50 anni di distanza, le questioni sollevate da quei programmi restano irrisolte e forme del vivere comune continuano a essere attraversate da sistemi normativi e dispositivi di controllo. L’omosessualità diventa così una soglia storicamente situata per interrogare meccanismi più ampi: dalla sorveglianza giustificata in nome della sicurezza, alle paure morali che si coagulano attorno all’idea di famiglia, fino ai processi attraverso cui alcune differenze vengono costruite come minacce all’ordine sociale.

Fulcro del Padiglione sarà una grande installazione video create partendo da materiali d’archivio e da nuove immagini. Il percorso si estenderà però anche nel giardino, dove il progetto rifletterà sui rischi dell’intimità nello spazio pubblico e sul modo in cui la memoria si ancora ai luoghi.

«Proveniamo da diverse regioni linguistiche della Svizzera e da contesti internazionali», ha affermato il team del Padiglione. «Rappresentiamo generazioni differenti e speriamo in un Padiglione che inviti i visitatori a chiedersi: quando e dove sta accadendo tutto questo? L’archivio ha autorità qui? A chi appartiene il passato? Il pubblico prenderà posizione?».

Articoli recenti

  • Arti performative

DAI MIEI SENI PIANGE L’AMORE: a Milano la nuova performance di Ruben Montini

Dopo la partecipazione alla collettiva per i trent’anni della galleria e in attesa della prima personale, Ruben Montini porta, questa…

12 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

Inizia TEFAF Maastricht, un viaggio nella storia dell’arte lungo più di 7000 anni

The European Fine Art Foundation 2026 apre i battenti con 276 gallerie e mercanti d'arte da 24 Paesi. Ecco alcuni…

11 Marzo 2026 21:49
  • Mostre

Come la nuova generazione coreana sta raccontando il cambiamento sociale attraverso la videoarte

Al MASI di Lugano una mostra raccoglie le visioni di otto artisti della scena coreana, che attraverso la videoarte esplorano…

11 Marzo 2026 20:49
  • Archeologia

A Pompei un nuovo allestimento racconta la storia dei calchi delle vittime dell’eruzione

Nella Palestra Grande di Pompei apre un nuovo allestimento permanente dedicato ai calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C., tra…

11 Marzo 2026 18:19
  • Arte contemporanea

Il Libano alla Biennale di Venezia, mentre le bombe colpiscono il Paese

Mentre i bombardamenti devastano il Libano, mietendo vittime, colpendo l'antica città di Tiro e mettendo a rischio gli altri siti…

11 Marzo 2026 17:07
  • Arte contemporanea

Il branco di cani robot di Beeple arriva alla Neue Nationalgalerie di Berlino

Dopo il debutto virale ad Art Basel Miami Beach, l’installazione di Beeple con cani robot dalle sembianze di Musk, Zuckerberg…

11 Marzo 2026 16:05