Daniel Buren x Zegna, Le banderuole colorate, lavoro in situ, 2007, Trivero
Mentre Bulgari si prepara a sostenere le prossime tre edizioni della Biennale d’Arte di Venezia in qualità di main sponsor, un altro brand di rilievo entra nel panorama dell’arte contemporanea: Zegna ha infatti annunciato una partnership globale e pluriennale con Art Basel. La maison italiana sarà partner ufficiale delle quattro tappe promosse dal gigante fieristico di MCH Group – Basilea, Miami Beach, Parigi, Hong Kong – non facendo dunque riferimento al nuovo appuntamento di Doha, nel Qatar.
Al centro dell’accordo con Art Basel c’è Visible, il progetto avviato nel 2010 da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto di Biella e dalla Fondazione Zegna, che promuove pratiche artistiche socialmente impegnate attraverso un inedito modello di borse di studio. Durante la prossima edizione di Art Basel a giugno, verranno presentati i vincitori delle Visible Located Fellowships 2025, che comprenderanno artisti e collettivi internazionali impegnati su temi urgenti dell’attualità , dalla crisi climatica ai diritti delle comunità marginalizzate. In contemporanea, verrà reso omaggio a Michelangelo Pistoletto e alla sua candidatura al Premio Nobel per la Pace. Per rafforzare ulteriormente il legame tra i due soggetti, Vincenzo de Bellis, direttore di fiere e piattaforme espositive per Art Basel, entrerà a far parte del comitato direttivo di Visible. «Sono onorato – ha commentato De Bellis – di entrare a far parte dello Steering Committee di Visible e approfondire il nostro impegno condiviso per l’arte come motore di cambiamento sociale e ambientale».
L’adesione di Zegna a questa visione non è nuova. Fin dagli anni della fondazione, la famiglia Zegna ha intrecciato la cultura d’impresa con una forte attenzione alla progettualità culturale. Il padre di Michelangelo Pistoletto, Ettore Olivero Pistoletto, fu tra i primi artisti coinvolti da Ermenegildo Zegna, negli anni ’20 del Novecento, per arricchire la città di Trivero e l’originale lanificio nel cuore di quella che oggi è conosciuta come Oasi Zegna, nelle Alpi Biellesi.
Nel tempo, questo impegno si è tradotto in commissioni di progetti e di opere pubbliche site specific ad artisti come Daniel Buren, Dan Graham e Roman Signer, scelti per la loro capacità di interpretare lo stile Zegna. Altri artisti, tra cui Graham Sutherland, Not Vital e Kiki Smith, sono stati invitati a rileggere la connessione tra gesto artigianale e visione poetica della materia. Questa idea è visibile anche nei luoghi fisici del brand: nella sede di Milano, un’opera di Pistoletto celebra la relazione tra etica e impresa, mentre installazioni tessili di William Kentridge, Mimmo Jodice ed Ettore Spalletti popolano boutique e spazi espositivi.
«Da oltre un secolo, la nostra famiglia crede nel potere dell’arte di valorizzare i luoghi, plasmare la cultura e arricchire la vita delle persone», ha dichiarato Gildo Zegna, presidente e AD del Gruppo Ermenegildo Zegna. «Questa partnership rappresenta un’evoluzione naturale di questo pensiero: un modo per onorare il nostro passato guardando al futuro».
Come gesto simbolico per l’avvio di questa partnership con Art Basel, Zegna distribuirà a Basilea una tote bag in edizione limitata, illustrata da Cecilia Carlstedt e ispirata al volume Born in Oasi Zegna, che riflette sulla coesistenza tra natura, cultura e progresso.
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