Categorie: Arte moderna

Nuova veste per la Galleria Ricci Oddi di Piacenza: il progetto di riallestimento

di - 10 Marzo 2026

La Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza riaprirà al pubblico il 28 aprile 2026, con un riallestimento completo dopo un ampio intervento di riqualificazione architettonica e museale. I lavori, avviati nella primavera del 2025, hanno interessato oltre mille metri quadrati di spazi espositivi e tutte le 22 sale del museo, restituendo all’edificio l’eleganza del progetto originario concepito dall’architetto Giulio Ulisse Arata.

Galleria Ricci Oddi, Piacenza

Il progetto è stato ideato dallo studio milanese Lissoni & Partners e sviluppato in collaborazione con lo Studio Milani Carini di Piacenza, che ha curato la direzione dei lavori e la progettazione esecutiva, mentre la grafica coordinata è stata realizzata da Ma:design. L’intervento si è svolto sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza e ha coinvolto direttamente la direzione del museo, guidato da Lucia Pini, responsabile del coordinamento museografico e del nuovo percorso espositivo.

Galleria Ricci Oddi, Allestimento del 1931 © Archivio Studio Croce, Piacenza

I lavori hanno inteso recuperare le caratteristiche originarie dell’edificio inaugurato nel 1931, concepito per ospitare la raccolta del collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi. Il museo rappresenta infatti uno dei casi più significativi di istituzione nata da un progetto unitario in cui collezione e architettura sono stati pensati fin dall’inizio come un sistema coerente. L’intervento ha quindi puntato a ripristinare l’impianto spaziale e la sobria eleganza progettata da Arata, migliorando al tempo stesso la funzionalità dell’esperienza di visita.

Galleria Ricci Oddi, Allestimento del 1931 © Archivio Studio Croce, Piacenza

La riqualificazione e il riallestimento della Galleria Ricci Oddi sono stati possibili grazie al contributo di 19 sostenitori tra imprese, associazioni di categoria e cittadini, in una campagna di raccolta fondi promossa dal presidente della Fondazione, Massimo Toscani. Proprio il coinvolgimento della comunità locale è stato indicato dalla presidenza come uno degli elementi più significativi dell’operazione, segno del forte legame tra l’istituzione museale e la città.

La storia della Galleria Ricci Oddi è strettamente intrecciata con quella del suo fondatore. Nato a Piacenza nel 1868, Giuseppe Ricci Oddi fu un collezionista appassionato che iniziò ad acquistare opere alla fine dell’Ottocento. I primi ingressi nella raccolta risalgono al 1898-1899, quando acquisì dipinti come Pecore tosate di Francesco Filippini e Dopo Novara di Gaetano Previati. Nel corso dei decenni la collezione crebbe fino a diventare una delle raccolte private più importanti dedicate alla pittura italiana tra Otto e Novecento.

Galleria Ricci Oddi, Allestimento del 1931 © Archivio Studio Croce, Piacenza

In un primo momento le opere erano esposte nell’appartamento di famiglia in via Poggiali. Intorno al 1924 Ricci Oddi maturò però l’idea di trasformare la raccolta in una galleria aperta al pubblico. Non trovando uno spazio adeguato, decise di far costruire un edificio apposito su un terreno messo a disposizione dal Comune di Piacenza. Il progetto fu affidato a Giulio Ulisse Arata, architetto e docente del Politecnico di Milano.

L’edificio venne inaugurato nel 1931 e fin dall’origine il percorso espositivo della Galleria è stato organizzato secondo una linea cronologica che copre circa un secolo di pittura figurativa, dagli anni Trenta dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento. La scelta rifletteva il gusto del fondatore, orientato soprattutto verso il paesaggio e la pittura di figura, generi che costituivano per Ricci Oddi l’espressione più profonda della linea artistica italiana moderna.

Galleria Ricci Oddi, Piacenza

Oggi il patrimonio della Galleria conta 1184 opere, a fronte delle 546 presenti alla morte del fondatore nel 1937. Circa 350 sono esposte lungo il percorso permanente, mentre oltre 800 sono conservate nei depositi. Tra i capolavori più noti, certamente il Ritratto di signora (1916-1917) di Gustav Klimt, al centro di una vicenda che ha segnato la storia recente del museo: il furto avvenuto nel 1997 e il clamoroso ritrovamento nel 2019 nei giardini della stessa Galleria. Accanto al Ritratto di Klimt, la collezione comprende opere di artisti capostipiti della pittura tra modernità e contemporaneità, come Giuseppe Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Amedeo Bocchi, Felice Casorati, Felice Carena e Federico Zandomeneghi.

© Galleria Ricci Oddi, Piacenza

Il nuovo allestimento intende valorizzare questo patrimonio mantenendo la struttura cronologica tradizionale ma restituendo maggiore leggibilità alle opere e agli ambienti. L’intervento museografico mira a rafforzare il dialogo tra la collezione e l’architettura della Galleria, recuperando lo spirito originario dell’istituzione voluta da Ricci Oddi: un museo pensato fin dall’inizio come spazio pubblico dedicato alla pittura moderna.

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