Categorie: arteatro

A Teatro

di - 2 Maggio 2017
La nascita del gesto dal corpo nella sua concezione più intima e ancestrale, ma anche quotidiana, è da tempo uno dei temi cardine della ricerca artistica di Virgilio Sieni, coreografo fiorentino di fama internazionale già direttore artistico di Biennale Danza.
Con il suo ultimo lavoro, Cantico dei Cantici, che ha debuttato al “Festival Aperto” di Reggio Emilia lo scorso ottobre, Sieni continua a esplorare l’origine del movimento dando uno spessore affabile e al tempo stesso fortemente poetico alla sua danza, questa volta ispirandosi al Cantico di Salomone, che raccoglie i poemi della tradizione mesopotamici a partire dal IV secolo a.C.

Una coppia inizialmente sola emerge dall’oscurità: si intravedono le nude schiene contorcersi a ritmo del contrabbasso che Daniele Roccato suona dal vivo. Il cono di luce calda illumina la pedana dal colore dorato, scolpendo la fisicità e modellando il significato di una gestualità che rimane comunque per tutto il tempo più mentale che fisica. Alla coppia si affiancano altri quattro ballerini, per un totale di tre uomini e tre donne, tutti con il torso scoperto, vestiti solo con larghi pantaloni grigi. Inizia una danza fatta di complicità, alla ricerca della natura e dell’incontro dalla quale tutto ha origine.
Sieni parla di “idilli pastorali, frammenti sull’amore in forma di adiacenza, vicinanza e tattilità. […] Otto momenti che indagano, se è possibile, e se così si può dire, il vuoto sacrale che non nega niente e annuncia qualcosa con le sue membra”.
La coreografia evolve attraverso gli otto passaggi scanditi dalla musica di Roccato, che sottolinea e in alcuni casi detta il ritmo alla narrazione, giustapponendosi e diventando tutt’uno con il gesto che vuole evidenziare: il risultato è un’ipnosi silenziosa dove Sieni ricrea una dimensione di partecipazione sacrale nella quale lo spettatore trova il proprio spazio interpretativo, dando significato personale al Cantico.
Gesti che si fanno schegge che si colpiscono volontariamente alla ricerca di una creazione naturale, di un significato all’insieme. E infine un assolo pacato, scandito e illuminato dalla luce che si attenua e si ravviva a più riprese, fino a ricondurci al buio.

Nel pomeriggio del primo maggio, in occasione della festa dei lavoratori, accanto alla nuova sede della Fondazione Feltrinelli, Virgilio Sieni ha coinvolto il pubblico in un Cammino Popolare. Nonostante la pioggia, alla coreografia hanno partecipato diverse decine di persone, professionisti e volontari, portando in scena un popolo che può ancora incarnare il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Una massa che si muove all’unisono alla ricerca di una propria posizione sociale, di cui il maltempo è stato cornice suggestiva della desolazione che ci circonda.
Il CRT, con la nuova direzione artistica di Angelini, continua a proporsi come vetrina importante della scena teatrale e performativa internazionale, fondamentale per la città di Milano. Unica nota dolente la brevità della permanenza degli spettacoli, che accomuna ormai molte programmazioni milanesi: una unica serata risulta episodica e rischia di attrarre solo gli addetti ai lavori.
Giulia Alonzo
Cantico dei Cantici
Coreografia, regia, scena: Virgilio Sieni
Interpreti: Claudia Caldarano, Luna Cenere, Riccardo De Simone, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Davide Valrosso
Musiche originali eseguite dal vivo dall’autore: Daniele Roccato (contrabbasso)

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

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