Categorie: arteatro

TEATRO

di - 7 Giugno 2017
Quante volte andiamo al bar in una settimana? E quante volte invece andiamo a teatro, nella stessa settimana?
La domanda coglie l’essenza dell’inventivo progetto di Davide Lorenzo Palla, giovane attore che qualche anno fa ha deciso di portare in scena alcuni testi di William Shakespeare nei bar. Insomma, se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va da Maometto. Se la gente non va più a teatro, Palla porta il teatro dove c’è la gente.
La formula è semplice, il repertorio limitato, le storie note a tutti: Romeo e Giulietta, Amleto, Otello e ora anche Macbeth, che ha debuttato a maggio al Bar Frida nel quartiere Isola di Milano. Così il pubblico, che in gran parte non è esperto o non frequenta i teatri, sa di cosa parlerà lo spettacolo. In scena Davide Palla, a volte da solo a volte affiancato da altri attori oltre che dal suo inseparabile musico, si esibisce su un piccolo palco precariamente allestito davanti al bancone o in mezzo alla sala.
Qualche regola iniziale: è possibile fare foto, anzi, il pubblico è invitato a scattarle e postarle con l’hashtag TDB, l’importante è stare seduti e divertirsi. L’inizio è goliardico, tra gag e animazione: il pubblico va scaldato e coinvolto, deve entrare nel personaggio, mica tutti sanno fare lo spettatore teatrale. La sala partecipa con entusiasmo e risponde agli stimoli dell’intrattenitore.
Lo spettacolo dura circa 90 minuti, come una partita di calcio. C’è anche l’intervallo, per dare la possibilità al pubblico di rilassarsi, ma anche al bar di guadagnare qualche cosa: lo spettacolo è gratuito, non si paga l’ingresso ma solo quello che si consuma, e alla fine c’è un’offerta a cappello.
Davide è attentissimo a seguire l’umore dei suoi uditori, calibra le battute, aizza le folle, ride della spontaneità di qualche spettatore, gestisce l’ensemble come un abile e rodato conduttore. È proprio questa capacità di ascoltare il segreto di questo format: gli spettatori vanno abituati al teatro, bisogna far loro capire che non è polveroso e noioso, ma che può essere anche una serata divertente con gli amici, mentre si beve una birra. Ma questo non impedisce che il silenzio sia totale quando Lady Macbeth, interpretata da Irene Timpanaro, fa il suo monologo.
Shakespeare c’è, anche se concentrato: ci sono le sue storie, i suoi personaggi, e pure i monologhi e le battute celebri. Ma tutto frullato in salsa pop: una forma spesso narrativa, con spiegazioni e annotazioni per guidarle gli spettatori, molta ironia e autoironia, il piacere di esibirsi e di giocare al teatro, reinventandolo ogni sera. Al Globe Theatre, nella Londra del 1600, forse non era molto diverso.
L’idea nuova di Davide, che in fondo è assai antica perché altri avevano già portato il teatro in ambienti diversi da quelli abituali (vedi Dario Fo), risulta vincente: il problema della maggior parte dei teatri, e dei teatranti, è proprio quello di non avere pubblico, o di accontentarsi dei soliti frequentatori. Si invitano gli amici, i critici e gli abbonati, ma finita la cerchia degli habitué la sala resta deserta. Invece i locali dove sbarca la Tournée da Bar sono spesso pieni, si fanno liste d’attesa, si inseriscono nuove date, e le richieste continuano a crescere, e da piccoli circoli ARCI decentrati la TDB è approdata nei locali più cool di Milano, e sono iniziati i tour in altre città italiane: Bologna, Torino, Reggio Emilia, Trento, Bolzano. Il risultato è sempre lo stesso: bar pieno e pubblico entusiasta.
Nel 2015 la Tournée da Bar ha vinto il bando CheFare, che premia start up in campo culturale, aggiudicandosi 50mila euro. E per festeggiare le 500 repliche, l’Otello da Bar è approdato in una sala da mille posti, il Teatro Carcano: è andato esaurito in pochi giorni e lo spettacolo ha superato brillantemente la prova del palcoscenico. Forse Mr. Palla ha trovato la formula per trovare un nuovo pubblico teatrale.
Giulia Alonzo

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

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