Categorie: Arti performative

Orientarsi a FOG: gli spettacoli da non perdere, al festival di arti performative di Milano

di - 4 Marzo 2025

Medea’s Children, l’ultima opera di Milo Rau, ha scosso il pubblico milanese dopo il successo alla Biennale Teatro 2024. Il regista svizzero, noto per il suo approccio radicale nel mettere in scena atti di cronaca, rilegge il mito di Medea attraverso il caso reale di Geneviève Lhermitte, madre belga che nel 2007 uccise i suoi cinque figli. Presentato nel cartellone di FOG 2025, il festival di performing arts promosso da Triennale Milano, lo spettacolo si apre con un inganno metateatrale: giovani attori discutono con un acting coach, confondendo realtà e finzione.

Ma ben presto il teatro si fa implacabile, portando in scena un re-enactment che costringe il pubblico a guardare la violenza negli occhi. La scena delle uccisioni, filmata in tempo reale, è un pugno nello stomaco: fino a che punto siamo disposti ad assistere? Rau non cerca lo scandalo ma usa il teatro come strumento di indagine etica e politica, un atto di resistenza contro l’indifferenza.

Medea’s Children, ph. Andrea Avezzu

Ancora una volta bisogna ringraziare Umberto Angelini, direttore di Triennale Milano Teatro, per aver portato il meglio della scena internazionale, purtroppo cosa rara anche in una città così cosmopolita come Milano. Abbiamo fatto per voi una selezione degli spettacoli da non perdere in questa ottava edizione di FOG, fino al 15 aprile 2025.

FOG 2025 a Milano: cosa vedere e perché

Etude 6 On Crowd, Gisèle Vienne

7 – 8 marzo 2025

Gisèle Vienne torna a esplorare la dimensione della collettività e della solitudine con Etude 6 On Crowd, una riflessione sulla necessità umana di appartenenza. Se Crowd metteva in scena l’intensità emotiva di un rave, qui la coreografa sottrae il gruppo, lasciando emergere due personaggi persi nella mancanza della folla. Il risultato è una danza intima, viscerale, che trasforma il corpo in archivio di desideri repressi e lotte interiori. Luci, suoni e movimenti cesellati creano un’esperienza ipnotica e struggente. Da non perdere il 9 marzo il dialogo tra Gisèle Vienne e Romeo Castellucci.

Perché vederlo
Un’opera di grande impatto emotivo, che indaga il bisogno di connessione e le ferite lasciate dall’assenza dell’altro. Imperdibile per chi ama il teatro-danza contemporaneo e le narrazioni profonde.

Sister or he buried the body, Trajal Harrell

11 – 12 marzo 2025

Trajal Harrell, uno dei nomi più influenti della danza contemporanea, porta in scena Sister or he buried the body, uno spettacolo che intreccia vogueing e danza Butō, unendo le tradizioni delle ballroom di Harlem e della danza giapponese. Il corpo diventa un archivio vivente di memoria e storia, attraversando epoche e culture in un dialogo coreografico che sfida le convenzioni temporali e spaziali. Harrell, noto per la sua capacità di reinventare il linguaggio della danza, crea una performance che è al tempo stesso un omaggio e una decostruzione dei suoi riferimenti culturali.

Perché vederlo
Sister or he buried the body è un viaggio intenso e sorprendente nella danza contemporanea, capace di mettere in relazione culture e tradizioni lontane. Harrell trasforma la scena in un luogo di esplorazione della memoria, del corpo e delle sue infinite possibilità espressive. Se amate il teatro danza che rompe i confini tra generi e stili, questa è un’esperienza imperdibile.

Trajal Harrell © Reto Schmid

Sahara, Claudia Castellucci / Compagnia Mòra

22 – 23 marzo 2025

Nel deserto, l’assenza si fa linguaggio. Sahara, ultima creazione di Claudia Castellucci, esplora il vuoto come condizione essenziale della danza, spogliata di orpelli per rivelare il suo nucleo più puro. Il corpo è l’unico strumento, la propria ombra l’unica compagna. In questa ricerca radicale, il movimento diventa pensiero e il ritmo filosofia.

Perché vederlo
Perché ci ricorda che la danza esiste prima di ogni artificio, nel respiro e nel tempo. Un’esperienza ipnotica e profonda, dove l’essenziale diventa spettacolo.

Hatched Ensemble, Mamela Nyamza

29 – 30 marzo 2025

Con Hatched Ensemble, Mamela Nyamza trasforma il suo iconico assolo del 2007 in una potente creazione corale. Dieci danzatrici, radici diverse, una sola voce che intreccia balletto e canti sudafricani in una coreografia dirompente. Il palco diventa spazio di liberazione, dove corpi e identità si riappropriano della loro storia, sfidando le convenzioni della danza classica con una fusione di stili e linguaggi espressivi

Perché vederlo
Perché è un grido di libertà in movimento. Un’opera intensa e necessaria, che unisce tecnica e emozione per riscrivere il concetto di danza.

Butchers Capsule, Gloria Dorliguzzo

26 marzo 2025, ore 19 (repliche ore 19 e 21)

Un viaggio tra danza, storia e ritualità: Butchers Capsule esplora il significato della parola greca Hasapikos, la “danza dei macellai”. Gloria Dorliguzzo trasforma il gesto del taglio in una partitura coreografica, mentre Lucia Amara guida una lectio sulle origini sacrali del sacrificio. Il macellaio in scena diventa simbolo di una violenza sublimata nel movimento, in un dialogo tra corpo e memoria.

Perché vederlo
Perché è un’esperienza unica, che unisce antropologia, danza e filosofia in una riflessione potente e visivamente suggestiva.

Dorliguzzo © Giorgiomaria Cornelio

Dopo gli studi al Politecnico di Milano e all'Accademia di Belle Arti di Brera, collabora con diverse testate di teatro e arte. Studiosa di arti visive, design e spettacolo dal vivo, è particolarmente interessata alla ricezione e alla simbologia delle opere d'arte nella società contemporanea. Attualmente impegnata nello sviluppo del portale trovafestival.com, la cultura in movimento.

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