Categorie: Arti performative

Un triangolo di luce, natura e parole: This Is My Place, di Angelo Bonello

di - 19 Giugno 2020

La quarantena ha fermato la nostra quotidianità. Siamo stati costretti a restare a casa, negozi chiusi e città deserte. Ciò che invece il Coronavirus non è riuscito a fermare è stata l’arte. Anzi, proprio dall’esperienza della quarantena gli artisti hanno trovato l’ispirazione per creare nuove opere. Questo è il caso Angelo Bonello che ha recentemente realizzato e presentato This is my place. Si tratta di un’installazione/performance ambientata all’interno di un triangolo di luce, di 100 metri per lato, installato in un campo orientato verso il sole al tramonto. Uno spazio effimero e inviolabile in cui l’artista ha camminato ininterrottamente declamando concetti simbolici in sei diverse lingue, creando un vero e proprio triangolo semiotico, alla ricerca della riflessione e della provocazione del rapporto uomo – natura – progresso.  Un’opera ricca di significati, dei quali ci parla lo stesso Bonello, in una intervista.

Qual è stato il motivo che l’ha spinta a dare luogo all’installazione/performance?
«La condizione di reclusione che il genere umano sta vivendo ormai da mesi è sicuramente il fattore determinante che mi ha portato a creare This is my place.  La riflessione che sottende la mia azione in verità nasce da una domanda che da sempre mi pongo e che in questo momento storico diviene imprescindibile determinarne la risposta: “quale è il posto e il modo nel quale l’uomo dovrebbe vivere?».

Qual è il significato profondo che vuole lanciare attraverso This is my place?
«Da sempre alterno la mia vita di artista e di viaggiatore tra le grandi città (Roma, Pechino, Parigi, Rio de Janeiro, Hong Kong etc) e la natura primigenia degli angoli più remoti del pianeta. Per 5 anni ho vissuto dormendo all’ aperto nei boschi e nelle foreste, senza una casa, ho attraversato regioni a piedi, scalato montagne, vissuto con tribù di cacciatori, pastori e pescatori tra Europa, Africa, Asia, Amazzonia etc. This is my place mette in ordine tutte le risposte maturate nelle esperienze più estreme della mia vita che hanno determinato il mio dogma di uomo e di artista: “la natura ti salva sempre…(se la conosci)”. Il triangolo equilatero, forma platonica per eccellenza e generativo di molte forme complesse in natura, diviene così il mio spazio, la mia casa, il luogo nel quale rifugiarmi dentro (la natura), il luogo dal quale confinare fuori la civiltà».

Perché la luce (triangolo di luce, sole al tramonto) è così importante all’interno dell’ installazione/performance?
«Un vertice del triangolo è stato precisamente allineato con il punto del tramonto al fine di affidare all’ opera la funzione di bussola ambientale che indica la via dell’eternità scandita dal ciclo: alba/tramonto – giorno/notte. La luce bianca è l’elemento che fa dialogare la tecnologia con la natura e l’ambiente, consentendomi di tracciare in grande scala il mio messaggio. Alcune opere precedenti dove la luce bianca è protagonista sono state il  Luxometro a Roma e Run Beyond».

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