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Un corridoio verso il futuro degli Uffizi

di - 11 Aprile 2021

Tutto pronto per l’avvio dei lavori per la riapertura del Corridoio Vasariano delle Gallerie degli Uffizi che prenderanno il via – annunciati – per questa settimana. Il progetto per l’intervento di restauro, adeguamento e messa in sicurezza (per un valore di gara di circa 7 milioni di euro, costo complessivo 10 milioni, già finanziati) del celebre “tunnel aereo” che collega il museo alla reggia di Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli, passando sopra Ponte Vecchio, giunge a conclusione con i cantieni che partiranno a stretto giro. Allo scopo di poter inaugurare il rinnovato corridoio a maggio del 2022. Dopo la procedura di gara avviata lo scorso luglio e l’aggiudicazione delle scorse settimane da parte dell’associazione di imprese Fratelli Navarra-Dafne Restauri, i lavori sulla struttura prenderanno avvio subito dopo Pasqua e la loro durata è programmata in circa 11 mesi. Per poi proseguire con il riallestimento e l’apertura al pubblico.
L’obiettivo, in particolare, è quello di inaugurare il Corridoio Vasariano proprio il 27 maggio 2022, come spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt: “Quel giorno infatti è l’anniversario della strage dei Georgofili che nel 1993 danneggiò gravemente la parte iniziale del corridoio, oltre a rovinare centinaia di quadri degli Uffizi. Ma soprattutto, nel mezzo di quella notte, la mafia si prese brutalmente le vite di cinque persone. L’impresa di rimettere in funzione e in sicurezza il Corridoio è un monito verso ogni forma di aggressione contro l’umanità e contro il nostro patrimonio culturale, e allo stesso tempo un chiaro segno di speranza nella ripartenza dopo il lungo periodo di chiusure dovute alla pandemia”.
L’operazione, tuttavia, non ha soltanto un ruolo simbolico. Anzi, al contrario, si tratta di un qualcosa di molto importante per la città di Firenze, come evidenziato dal soprintendente ai beni Archeologici, alle Belle Arti e al Paesaggio del territorio, Andrea Pessina, il quale spiega che il corridoio porterà alla creazione di un “grande, unico circuito museale” e che ancora una volta nasce dalla collaborazione tra Soprintendenza e Gallerie, a conferma delle ottime competenze che ancora sono presenti negli uffici periferici dell’amministrazione dello Stato. Per un’altra notizia che suona particolarmente ben augurante.

Corridoio Vasariano, esterno

La riapertura al pubblico

Il Corridoio Vasariano del complesso museale degli Uffizi, chiuso alle visite dal 2016 per ragioni di sicurezza, riaprirà al grande pubblico in via ordinaria, interamente riallestito, con un percorso ed un biglietto speciale. I visitatori di tutto il mondo potranno così godere di una passeggiata panoramica unica, affacciata sul cuore di Firenze, che, partendo da un ingresso ad hoc al piano terra dalla Galleria delle Statue e delle Pitture, passerà sopra il Ponte Vecchio, per raggiungere di là dell’Arno il giardino mediceo di Boboli e la reggia granducale di Palazzo Pitti.
Il nuovo percorso garantirà completa accessibilità per i disabili, con un sistema integrato di rampe, pedane ed ascensori che consentiranno l’agevole superamento di ogni dislivello lungo l’itinerario e sarà dotato di servizi igienici; per la prima volta, avrà un impianto di climatizzazione e riscaldamento che ne regolerà in ogni momento la temperatura interna (ne faranno parte, ai fini di riduzione dell’impatto ambientale, anche sonde geotermiche collocate sotto terra nel cortile delle Cacce del giardino di Boboli); avrà una illuminazione a led a basso consumo energetico e sarà interamente videosorvegliato. Tra gli interventi principali previsti dal progetto, la realizzazione di nuove uscite di sicurezza.
Al nuovo percorso del Corridoio Vasariano si accederà dal piano terreno, nell’ala di Ponente degli Uffizi. Con un ascensore i visitatori saliranno al primo piano, dove avverrà l’ingresso vero e proprio nel Corridoio. Sarà percorribile in una sola direzione, cioè dagli Uffizi (entrata) verso Palazzo Pitti (uscita), ed è previsto al momento che al suo interno possa contenere, in base alle disposizioni a tutela della sicurezza, un massimo di 125 persone in contemporanea. Al termine dell’itinerario, i visitatori potranno uscire nel Giardino di Boboli oppure proseguire all’interno di Palazzo Pitti, con l’accesso già incluso nel biglietto. Al centro della visita starà la passeggiata panoramica sopra Firenze: verranno riaperte le 73 finestre collocate lungo il percorso (molte delle quali finora oscurate a protezione dei dipinti) in modo da consentire ai visitatori di ammirare il più possibile la bellezza del centro di Firenze.

Giorgio Vasari

La storia del Corridoio

Progettata da Giorgio Vasari per consentire ai Granduchi di muoversi in sicurezza dalla loro residenza privata di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio, questa straordinaria via aerea fu realizzata per iniziativa del Duca Cosimo I de’ Medici nel 1565 in occasione del matrimonio del figlio Francesco con Giovanna d’Austria. In età moderna, da quando il complesso è stato musealizzato, il Corridoio ha spesso ospitato dipinti della collezione degli Uffizi. In particolare, dal 1973 fino al 2016, ha ospitato la collezione di autoritratti delle Gallerie degli Uffizi: una raccolta unica al mondo, avviata nel Seicento dal Cardinale Leopoldo de’ Medici, e che continua fino ai giorni nostri. Gli autoritratti saranno invece allestiti già quest’anno all’interno degli Uffizi, dove per volontà del nipote del Cardinale, Cosimo III de’ Medici, erano stati già esposti dal Seicento fino alla metà del Novecento.

@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

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