Cratere a forma di calderone (lebes) apulo a figure rosse con scena di banchetto (symposion) con il gioco del kottabos. Verso la metà del IV sec. a.C.
La scorsa settimana, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, a Roma, è stato inaugurato il Museo dell’Arte Salvata.
Il nuovo Museo fa parte del Museo Nazionale Romano – che comprende le Terme di Diocleziano e le altre tre sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi – e ospita opere d’arte trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente, che troveranno nel Museo un luogo dove transitare ed essere esposte per un periodo di tempo delimitato, prima di tornare al proprio territorio di provenienza.
“Opere d’arte trafugate, reperti archeologici dispersi, venduti o esportati illegalmente: si tratta di una perdita significativa per il patrimonio culturale di un paese, espressione della sua memoria storica e dei valori collettivi, nonché dell’identità di un popolo”, ha affermato Dario Franceschini, Ministro della Cultura. “Tutelare e valorizzare queste ricchezze – ha continuato – è un dovere istituzionale, ma anche un impegno morale: è necessario assumersi questa responsabilità nei confronti delle generazioni future, affinché possano conservare, con queste testimonianze, quel valore identitario che permette di riconoscersi in una storia culturale comune”.
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