Nella mattinata di sabato, 7 settembre, una sessantina di attivisti per il clima del gruppo XR – Extinction Rebellion hanno occupato il tunnel pedonale e ciclabile che conduce al Rijksmuseum di Amsterdam. Indossando tute gialle e mascherine, i manifestanti hanno fatto esplodere dei fumogeni gialli nell’atrio e si sono incatenati alla cancellata, costringendo il museo olandese a chiudere, per riaprire intorno alle 15. La richiesta rivolta al Rijksmuseum è di tagliare tutti i rapporti con il suo sponsor principale, la banca ING Group che, secondo Extinction Rebellion, finanzia progetti che contribuiscono al cambiamento climatico.
«È incomprensibile come il Rijksmuseum possa permettersi di essere finanziato da ING, il più grande motore finanziario della crisi climatica», ha spiegato Josefien van Marlen, rappresentante di XR all’agenzia di stampa olandese ANP. «Nelle ultime settimane, le persistenti piogge monsoniche, estreme a causa della crisi climatica, hanno gettato in situazioni di crisi più di 5 milioni di persone in India e Bangladesh. L’ING, che finanzia l’industria fossile con miliardi all’anno, è in parte responsabile di queste inondazioni. Accettando i soldi dell’ING, il museo offre al grande inquinatore l’opportunità di nascondere la sua faccia sporca dietro famose opere d’arte della storia olandese. Tutto ciò deve finire».
Secondo quanto spiegato da XR, le entrate totali del Rijksmuseum nel 2023 ammontano a 123,3 milioni di euro, di cui 55,8 milioni di euro da entrate pubbliche e 39 milioni di euro da sussidi. Solo circa 5 milioni delle entrate del Rijksmuseum provengono da rapporti di sponsorizzazione. Il contributo di ING è stimato in circa 700mila euro.
Ma la risposta del Rijksmuseum è stata inequivocabile. Il museo ha dichiarato di aver chiuso temporaneamente per prevenire ulteriori danni: «Qualsiasi azione che metta a repentaglio i visitatori, il personale e le opere d’arte è inaccettabile», ha dichiarato il Rijksmuseum ad ANP.
I manifestanti hanno srotolato due tappeti gialli lunghi 50 metri con la scritta “Rijks, say no to ING” e hanno appeso due striscioni con la scritta “No art on a dead planet”. La polizia ha dichiarato di aver tratto in arresto 33 dimostranti di XR che si erano incatenati alla recinzione. Un portavoce della polizia ha dichiarato che è stata data loro la possibilità di manifestare nella piazza più grande di Amsterdam, la Museumplein, ma gli attivisti hanno rifiutato. «Ai dimostranti è stato concesso un po’ di tempo per farlo, ma sfortunatamente non hanno rispettato le istruzioni. Così facendo, hanno violato il Public Demonstrations Act», ha spiegato la polizia.
«Finché il Rijksmuseum continuerà a essere sponsorizzato da ING, il più grande finanziatore di compagnie petrolifere, di gas e di carbone di tutte le banche olandesi, continueremo a tornare», scrivono su X gli attivisti di EX.
Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…
Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…
La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…
Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…
Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…
Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…