Avevano lanciato un ultimatum e, allo scadere, sono tornati a colpire. Dopo i Van Gogh e i Monet, questa volta gli attivisti per il clima si “appoggiano” all’arte contemporanea, usandola letteralmente come supporto. I manifestanti hanno infatti disegnato sui vetri di protezione di una delle opere più importanti della National Gallery of Australia, a Canberra: le lattine di zuppa Campbell di Andy Warhol. In effetti, il grande maestro della Pop Art era stato già chiamato in causa, anche se in maniera indiretta, quando due attiviste di Just Stop Oil lanciarono una zuppa di pomodoro Heinze su un dipinto dei Girasoli di Van Gogh, esposto alla National Gallery di Londra. Questa volta, l’azione è stata rivendicata da Stop Fossil Fuel Subsidies, uno dei tanti collettivi ambientalisti operanti a livello internazionale che, nello specifico, è impegnata nella cancellazione dei sussidi per i combustibili fossili previsti dall’Unione Europea.
Nelle immagini si vedono gli attivisti impegnati a realizzare diversi scarabocchi con pennarelli blu sull’opera di Warhol, una serigrafia del 1968 appartenente alla collezione permanente del museo australiano, che non ha subito danni diretti, come del resto anche nelle precedenti dimostrazioni. Una persona ha cercato di incollarsi anche su uno dei lavori ma è stata rapidamente rimossa prima che la colla si fissasse. Secondo quanto riportato dal Guardian, la polizia è intervenuta sul posto ma non sono stati effettuati arresti. L’opera è stata già ripulita e rimessa al suo posto.
Il gruppo Stop Fossil Fuel Subsidies ha dichiarato sui Social Network il suo intento: mettere fine al sostegno accordato dal Governo australiano alle industrie del petrolio, del gas e del carbone. «Questo è un po’ impreciso (Sketchy), ma non così impreciso come l’industria dei combustibili fossili. Che immette più carbonio nell’aria che, come la scienza sa, dobbiamo respirare», scrivono gli attivisti su Twitter, postando un disegno a tema di Ivo Bonacorsi, artista e scrittore italiano attualmente in Francia e che, pochi mesi fa, aveva presentato un progetto incentrato sugli iceberg e sulle “esperienze climatiche”.
La National Gallery di Canberra non ha voluto commentare ulteriormente l’accaduto, per non dare eccessiva risonanza ma, a quanto pare, non è il primo episodio simile accaduto in Australia, dopo i tanti ormai successi nei musei di mezza Europa. Proprio in questi giorni, in Egitto, si sta svolgendo il vertice delle Nazioni Unite sul clima, COP27, per coordinare un’azione globale sui cambiamenti climatici.
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