Categorie: Attualità

Molestie all’Accademia di Napoli: si dimette il professore indagato

di - 22 Febbraio 2020

«È successo a me e non deve succedere a te», si legge nel post pubblicato su Facebook, il 19 febbraio, dalla sezione di Napoli di Non Una di Meno, la piattaforma ispirata al movimento argentino Ni una menos e che riunisce diverse realtà del femminismo su tutto il territorio nazionale contro la violenza di genere in ogni sua forma. Perché, secondo la storia ricostruita dal collettivo attraverso varie testimonianze, quello messo in atto dal docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli nei confronti delle studentesse dei sui corsi era un collaudato meccanismo di prevaricazione, perpetrato in anni di soprusi e comportamenti a dir poco ambigui. Ora sul caso sta indagando la Procura di Napoli che, in seguito alla denuncia di violenze sessuali di una studentessa di 20 anni, ha aperto un’inchiesta e ha ricevuto i tabulati telefonici del docente che, martedì, si è dimesso dall’incarico all’Accademia di Belle Arti.

Molestie all’Accademia di Belle Arti di Napoli: la ricostruzione dei fatti

Il caso delle presunte violenze è montato rapidamente dalla scorsa settimana, prima circolando negli ambienti dell’Accademia di Napoli, quindi con un video pubblicato su Youtube domenica, 16 febbraio, in cui oltre ai messaggi di testo scambiati su WhatsApp si sentono anche diverse registrazioni vocali in cui, tra le altre cose, il docente chiede esplicitamente alla studentessa di inviargli sue fotografie. Il video è stato rimosso poche ore dopo la pubblicazione ma sulla delicatissima questione è intervenuta Fanpage, con una controversa intervista alla ragazza che ha contribuito ad alzare il solito polverone mediatico.

Tra interpretazioni scandalistiche e reazioni giustizialiste, a fare chiarezza ci ha provato Non Una Di Meno. «Diversamente da quanto si sta narrando, l’abuso di potere da parte del docente in questione non ha colpito solo una nostra collega, ma negli anni siamo state in tantissime, purtroppo, ad essere state colpite dalla politica di terrore, dalla violenza e dalla possibilità di non sottrarci anche solo a ricevere un complimento non gradito, un messaggio su chat mai richiesto, obbligate a rispondere anche quando non avremmo mai voluto, ci siamo spesso chieste: come si fa a non rispondere anche soltanto con un ciao ad un docente lì dove a legarci è il rapporto di subordinazione che ci fa dubitare che qualsiasi cosa non detta possa ritorcersi contro di noi?», si legge nel post su Facebook.

A prescindere dagli atteggiamenti tossici di certa informazione, le indagini stanno facendo il loro corso. Giovedì, 20 febbraio, la Procura ha ascoltato tre studentesse come persone informate sui fatti. Il giorno successivo, venerdì, 21 febbraio, il sostituto procuratore Cristina Curatoli, in forza alla sezione Fasce Deboli, ha disposto l’individuazione dei dati sensibili – fotografie, video, chat – presenti sul computer del docente che, attraverso i suoi legali, Maurizio Sica e Lucilla Longone, ha consegnato spontaneamente il dispositivo agli inquirenti. Il 5 marzo sarà la volta dei cellulari del professore e della studentessa.

La posizione dell’Accademia e lo Sportello di Ascolto

«Già da tempo ho assunto posizioni formali rispetto a tutto questo percorso che non è cominciato quando è emerso il problema», ha spiegato il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Giuseppe Gaeta. «Lo abbiamo fatto insieme alle organizzazioni di tutela con cui abbiamo firmato protocolli e stiamo avviando uno sportello di ascolto. Urlare non aiuta a far emergere i problemi, va fatto con le organizzazioni che hanno competenza per farlo», ha continuato il direttore che, con la Consulta degli Studenti, ha aperto uno Sportello di Ascolto a disposizione delle ragazze e dei ragazzi.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30