I vigili del fuoco durante le operazioni per recuperare circa 350 libri della biblioteca di Niscemi, minacciata dal fronte di frana e in parte sospesa nel vuoto. Niscemi (Caltanissetta), 23 febbraio 2026, ANSA/Ufficio stampa Vigili del fuoco
A un mese dalla frana che, tra il 16 e il l 25 gennaio, ha fatto collassare parte del centro storico di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, sono stati recuperati i primi 350 volumi della biblioteca Angelo Marsiano, affacciata sul fronte dello strapiombo e in parte sospesa nel vuoto. L’intervento, avviato dai vigili del fuoco del comando provinciale, fa parte di un’operazione che mira a mettere in sicurezza un patrimonio di circa 4mila pezzi, tra libri, manoscritti, appunti e documenti storici.
Dopo il primo episodio avvenuto il 16 gennaio, che interessò la parte occidentale del centro abitato, la seconda frana del 25 gennaio ha riattivato un vecchio fronte a ridosso della parte sud del centro abitato, provocando crepe nell’asfalto e negli edifici, il crollo di alcune strutture e lo scivolamento di un tratto di strada con auto e furgoni parcheggiati. Oltre 1200 persone sono state costrette a lasciare le proprie case e la “zona rossa” è stata progressivamente ampliata fino a 150 metri dal bordo del precipizio.
La biblioteca intitolata allo storico e saggista niscemese Angelo Marsiano, che dedicò la sua vita al racconto della storia del suo territorio, si trova proprio sul fronte della frana. L’edificio, che è un unico corpo di fabbrica intelaiato, rischia di collassare integralmente in caso di cedimento. «Quando cadrà , cadrà tutto insieme», ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Caltanissetta, sottolineando la pericolosità delle operazioni.
Il recupero è stato preparato studiando planimetrie e fotografie degli interni per individuare con precisione la collocazione dei volumi. I pompieri hanno perforato il muro di un edificio retrostante per accedere per pochi minuti alla biblioteca, legare le librerie e trascinarle verso il retro, così da poter prelevare i libri in sicurezza. L’operazione è stata monitorata con un drone che trasmetteva immagini in tempo reale, puntatori laser capaci di rilevare minimi movimenti della struttura e dispositivi in grado di registrare vibrazioni e variazioni di inclinazione.
Non è stato possibile intervenire sul seminterrato, dove si trovano molti volumi: la zona è ritenuta quella più a rischio perché il terreno sottostante ha già ceduto. Si sta valutando l’impiego di robot per il recupero ma al momento non sono disponibili mezzi adeguati.
La biblioteca, che non è un bene pubblico ma appartiene agli eredi di Marsiano, custodisce una parte significativa della memoria storica di Niscemi. Mappe, appunti, quadri e materiali raccolti dallo studioso nel corso di una vita rischiavano di finire nella scarpata.
Nei giorni scorsi una mobilitazione di scrittori, giornalisti e intellettuali, promossa anche dalla scrittrice siciliana Stefania Auci, autrice dei best-seller internazionali della saga dei Florio, aveva richiamato l’attenzione sulla necessità di salvare il patrimonio, «Perché, ribadisco, la biblioteca non è un bene pubblico. Ma non per questo deve essere un bene da trascurare, perché i libri fanno parte di un patrimonio collettivo di sapere, di conoscenza, di conservazione della memoria», ha dichiarato Auci, sottolineando come l’iniziativa sia frutto di un impegno collettivo.
Ad Auci si è unita anche Nadia Terranova, finalista al Premio Strega: «Giustamente, gli abitanti di Niscemi dicono a gran voce che non vogliono abbandonare la città , che non vogliono che si costruisca una “new Town” e hanno ragione. E allora se il cuore di una città è la sua biblioteca, che ne è memoria storica e centro pulsante, bisogna che quel luogo viva e sia subito messo in sicurezza, che torni prima possibile a essere un luogo di conforto e confronto». «Non sono solo libri: sono radici, identità , futuro. Sono la testimonianza viva di una comunità che ha sempre creduto nella cultura come bene comune, come ponte tra generazioni», le fa eco un’altra scrittrice, Francesca Maccani.
Le operazioni proseguiranno nelle prossime settimane, in un contesto ancora instabile, mentre continuano i tentativi di recupero degli altri beni contenuti negli edifici posti sul fronte della frana, a meno di 50 metri dallo strapiombo.
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