Categorie: Attualità

Roma, dopo più di un secolo un vicolo segreto torna pubblico. Insieme alle sue storie

di - 18 Gennaio 2023

Seguendo le indicazioni di un’operetta seicentesca pescata al mercato di Campo de’ Fiori, il protagonista de “Le notti romane”, meraviglioso libro del ’60 di Giorgio Vigolo, si ritrova in una Roma mai vista prima. Sbucato da una viuzza sul fantomatico “Stradone delle Fontane” – «Simile a una sterminata Piazza Navona che si prolunghi per miglia» – egli incontra un amico pittore smarrito da anni che, all’insaputa di tutti, continua a coltivare la sua arte vivendo insieme alla sua bella Musa. Non si creda che soltanto la letteratura regali a chi percorra la Città Eterna prodigi come questo, incredibile dictu. Dopo più di un secolo, infatti, vicolo Capizucchi – a due passi dal Portico d’Ottavia e dal Campidoglio – riapre i suoi cancelli, tornando a essere pubblico.

L’ingresso di vicolo Capizucchi con l’arco del palazzo Spinola Albertoni edificato da Giacomo della Porta e Girolamo Rainaldi, Roma. Ph. Francesca de Paolis

A segnalare l’anomalia dell’ingiustificata chiusura pedonale della calle è stato il programma di Canale 5, Striscia la Notizia. Ma qual è la storia di questo passaggio romano, perché era stato chiuso e cosa comporta la sua riapertura? Sembra che il nodo dell’intera vicenda risieda nel rinascimentale Palazzetto Albertoni Spinola, diviso in due dimore, ubicate a destra e a sinistra dell’imbocco di vicolo Capizucchi.

30 maggio 1616. Nella “Concessione dei Maestri delle strade” si legge: «Si concedi licenza al signor Cavaliere Baldassarre Paluzzi Albertoni di poter fare sopra la porta di dietro della sua casa un arco, che passi sopra il vicolo per poter andare all’altre sue case vicine».

L’ingresso di vicolo Capizucchi con l’arco di Giacomo della Porta, Roma. Ph. Francesca de Paolis

Quell’arco, oggi ancora visibile e ben conservato – costruito da Giacomo della Porta con l’allievo Girolamo Rainaldi – congiunge sopra la testa dei passanti le due ali del Palazzo e rappresenta, per così dire, un preliminare raccoglimento sopraelevato del vicolo. Infatti “ex quibus caelum videri non potest”. Ma nel Seicento non vi era ancora ombra di porte che ostruissero il cammino. Al tempo, però, era già possibile fruire delle illusioni prospettiche create ad arte dai due architetti, per cui allontanandosi a ritroso dal portone del Palazzetto, la chiesa antistante di Santa Maria in Campitelli sembra spostarsi da sinistra verso destra. Intanto, lontano da occhi indiscreti, al piano nobile sorgeva un giardino pensile. Sovente “mirabilis non admirare potest”: spesso non si può ammirare ciò che è degno di meraviglia.

Fu nel 1820 che Papa Leone XII accordò alla famiglia Albertoni Spinola, che vanta fra gli avi una copiosa mole di cardinali, il permesso di posizionare eleganti cancelli, con decori a pigna, da una parte e dall’altra di vicolo Capizucchi, rendendolo di fatto una strada privata.

Scorcio di vicolo Capizucchi con le colonne originarie che sorgevano prima dei cancelli ottocenteschi, Roma. Ph. Francesca de Paolis

Trattandosi di cancelli antichi, la Sovrintendenza a oggi impedisce di rimuoverli ma, adesso, alcune pesanti catene con lucchetto ne ostacolano la chiusura. Turisti, villeggianti o romani curiosi possono ora varcare una soglia che mai più, per abitudine e stratificazioni temporali, si poteva pensare di varcare.

Calvino scrive che «La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano». Lo stesso accade qui: lungo il tragitto, adagiate a terra, rimosse per l’ubicazione dei severi cancelli, giacciono le colonne che adornavano i due ingressi del vicolo. E, andando a scavare, si scoprono sempre maggiori stranezze: la famiglia Capizucchi, che dà il nome al passaggio, era una delle più antiche del patriziato romano. Tuttavia, sembra che Gianroberto Capizucchi, cardinale di San Clemente, descritto da alcune fonti come vissuto a cavallo tra l’XI e il XII secolo, non sia mai esistito, ma rappresenti piuttosto un falso cinquecentesco (!).

Scorcio di vicolo Capizucchi, Roma. Ph. Francesca de Paolis

Quali altri tranelli ha in serbo questo scorcio romano? A cancelli aperti, il gioco ricomincia. Anzitutto, col sostegno di Borges, il gioco del labirinto. A Roma perdersi non è mai uno sbaglio per chi confida in tanti passi, notturni o diurni che siano, ma il beneaugurale stadio di chi comincia un’avventura.

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mercato

Dodici metri di Hockney: all’asta una stampa monumentale dell’artista

Una scala quasi cinematografica, che invita lo spettatore a muoversi attraverso il giardino, come se leggesse un fregio pittorico continuo.…

16 Marzo 2026 19:41
  • Mostre

Fotografa, cineasta, artista visiva: le tre vite della grande Agnès Varda

Fino al 25 maggio 2026, Villa Medici a Roma rende omaggio a un'artista totale che ha attraversato il Novecento con…

16 Marzo 2026 19:07
  • Arte contemporanea

Malta Biennale 2026, annunciati i premi: c’è anche l’italiana Concetta Modica

La seconda edizione della Biennale di Malta entra nel vivo e assegna i premi: tra i vincitori anche Concetta Modica,…

16 Marzo 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Manuale per disegnare sulla scena del crimine: intervista a Salvatore Garzillo

In occasione della sua mostra alla Galleria Patricia Armocida di Milano, Salvatore Garzillo, giornalista di cronaca nera per l’Ansa, ci…

16 Marzo 2026 16:30
  • Fiere e manifestazioni

YouNique 2026: a Lugano la Boutique Fair of Arts tra gallerie, artisti e talk

Dal 27 al 29 marzo 2026, Villa Ciani ospita YouNique, la fiera boutique d’arte contemporanea di Lugano: sei le gallerie…

16 Marzo 2026 13:30
  • Mostre

Per Rosa Panaro la cartapesta era materia politica: la mostra a Napoli

Alla Galleria Tiziana Di Caro, una mostra dedicata a Rosa Panaro ripercorre la sua lunga ricerca artistica, tra attivismo sociale,…

16 Marzo 2026 12:51