Un’operazione turistica di enorme portata che prende il nome di “The Rig”, un progetto che intende convertire una piattaforma petrolifera in una destinazione di lusso e divertimento con parco e resort su 150mila metri quadri. In Arabia Saudita, la fonte d’ispirazione resta l’industria del petrolio, trasformata in questo caso in una differente fonte di guadagno, un extreme park, un parco divertimenti, nel Golfo Persico. “The Rig” si organizzerà su una serie di piattaforme accogliendo tre hotel e 11 ristoranti, oltre alle attrazioni del parco come giostre, montagne russe, bungee jumping e paracadutismo. L’intero progetto seguirà gli standard globali in materia di conservazione dell’ambiente, in linea con lo sforzo dell’Arabia Saudita di materia di ecologia e sostenibilità.
Secondo il PIF – Public Investment Fund, finanziatore del Rig, «Questo progetto è un’attrazione turistica unica, che dovrebbe attirare turisti da tutto il mondo». Nonostante non sia ancora stata rilasciata una data di inaugurazione, a inizio mese è stato lanciato un video promozionale. Il progetto intende fornire svariate offerte di ospitalità, sport, avventura, oltre a essere «La prima destinazione turistica al mondo ispirata alle piattaforme petrolifere offshore».
L’extreme park nasce sulla scia di una strategia a lungo termine, Saudi Vision 2030, il cui obiettivo è portare l’Arabia Saudita ad avere un’economia maggiormente diversificata e arrivare a essere una delle più importanti destinazioni turistiche. Rispetto a Dubai e Abu Dhabi, l’Arabia Saudita stenta a diventare un polo attrattivo competitivo e proprio per questo sta portando avanti progetti come The Rig o Sic Flags Qiddiya. Quest’ultimo, in particolare, ambisce a diventare la più grande città di intrattenimento del mondo, un gigantesco parco a tema che supererà anche Disney World. Il sito è al momento in costruzione fuori Riyadh e ospiterà le montagne russe più veloci del mondo, cinque aree con 300 strutture tra cui il resort, una città sportiva e un quartiere residenziale, il tutto da inaugurare nel 2023.
Queste imponenti operazioni turistiche hanno l’obiettivo di raggiungere entro breve termine i 100 milioni di turisti l’anno, ma la strategia dell’Arabia Saudita ha confini molto più ampi. Ai siti di intrattenimento si affianca anche una riorganizzazione del traffico aereo: proprio quest’anno il principe ereditario Mohammed bin Salman – che da vari anni è entrato anche nel mondo dell’arte – ha infatti annunciato la creazione di una seconda compagnia aerea nazionale, uno strumento ritenuto fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati e inserire l’Arabia Saudita nelle principali mete turistiche. Sebbene il pellegrinaggio religioso resti una componente fondamentale del flusso di visitatori, la politica conservatrice e limitante del paese in tema di diritti umani l’ha portato ben lontano dall’essere tra le principali destinazioni del turismo internazionale.
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