Abbiamo visto il marmo bianco del Campidoglio, proveniente dalle cave della Virginia, esplodere in mille pezzi a seguito di attacchi di varia matrice, dai folli individualisti ai gruppi di terroristi, dai panzer dell’esercito nazista alle astronavi degli alieni. Il colle di Capitol Hill sommerso da tsunami di potenza incalcolabile, le scalinate percorse da orde di zombie barcollanti. Hollywood non ha mai mostrato troppo timore reverenziale, nel devastare i simboli della democrazia degli Stati Uniti a suon di effetti speciali. Quella del visivo, in particolare se scorre attraverso uno schermo, è un’abitudine che si può solo assecondare e così, oggi che le immagini dell’assalto al Campidoglio sono drammaticamente concrete, cristallizzate nel flusso della storia come quelle del muro di Berlino, della Guerra del Golfo, delle Torri Gemelle, le osserviamo sospendendo il dubbio, con un misto di terrore e meraviglia ma anche di aspettativa, come se si trattasse di una puntata di una serie tv o di un happening.
Carne e colore: Jenny Saville arriva a Venezia con una grande personale a cura di Elisabetta Barisoni e visitabile fino…
A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la luciditĂ sovversiva di un artista capace…
Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…
A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…
Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identitĂ visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…