Enrico Caruso con fonografo circa 1910. Courtesy Wikimedia / Library of Congress.
C’è tempo fino a venerdì, 15 ottobre 2021, per partecipate a “Caruso. L’uomo oltre il mito”, open call rivolta ad artisti under 35 e dedicata al grande tenore napoletano, del quale nel 2021 ricorre il centenario della morte. Promosso dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee – Museo Madre, il bando invita gli artisti, sia italiani che stranieri, a reinterpretare, attraverso qualsiasi media, la vita, l’arte e l’eredità di Enrico Caruso, figura iconica nella storia della musica, preferito da Puccini e considerato per carisma e temperamento tra i più grandi tenori di fama mondiale, interprete di un mutato stile canoro e interpretativo, a suo agio con le nuove tecnologie di registrazione, amante tradito e appassionato.
Nato a Napoli, il 25 febbraio del 1873, e lì morto, il 2 agosto 1921, a dieci anni, dopo aver frequentato le scuole regolari, iniziò a lavorare con il padre, operaio metalmeccanico, in fonderia. Naturalmente portato il disegno – elaborò i progetti di alcune fontane per l’officina in cui lavorava – presto scoprì la passione per il canto. Prese lezioni dal Maestro Guglielmo Vergine ed esordì in teatro il 15 marzo 1895. Dopo alcuni spettacoli a Caserta, Salerno, Napoli e Il Cairo, nel 1897 Caruso esordì al Teatro Lirico di Milano, nel ruolo di Federico ne L’Arlesiana di Francesco Cilea.
Il successo ormai era arrivato e, dopo una tournee tra Russia, Lisbona, Roma, Montecarlo e Londra, nel 1901 ritornò a Napoli, al Teatro San Carlo. Qui però ebbe la sua più grande delusione: l’emozione lo tradì durante L’elisir d’amore e, deluso dalle critiche ricevute, decise di non esibirsi più nella sua città natale.
Ma la fama era destinata a crescere: nell’aprile del 1902, a Milano, Caruso incise dieci dischi con arie d’opera per conto della casa discografica inglese Gramophone & Typewriter Company. Fu il primo cantante a cimentarsi con la nuova tecnologia e fu il primo artista nella storia a vendere più di un milione di dischi. Nel 1903 ebbe un contratto col Teatro Metropolitan di New York, cui seguirono rappresentazioni nei teatri più importanti al mondo, tra New Orleans e Montecarlo.
Dopo una lunga tournée negli Stati Uniti, nel 1920, la salute del tenore iniziò a peggiorare, forse a causa di un incidente di scena ma, nelle vicende biografiche di Caruso, la storia si confonde spesso con la leggenda. Operato il 30 dicembre al polmone sinistro, trascorse la convalescenza in Italia, a Sorrento ma le sue condizioni iniziarono a peggiorare drasticamente e Caruso, trasportato a Napoli, morì il 2 agosto 1921, all’età di 48 anni.
«Parte della sua fortuna si deve alla diffusione della sua arte attraverso un mezzo allora all’avanguardia, il disco», spiegano dal Madre. «La riproducibilità tecnica, tema centrale nel discorso di Walter Benjamin sulla modernità , ritorna di grande attualità e si pone come ponte tra il Novecento e il nostro tempo. Superata la riproducibilità “analogica”, si è proiettati verso un futuro smaterializzato, in cui proprio la riproducibilità è moltiplicazione e proliferazione di contenuti. Una sfida a cui i giovani artisti sono chiamati a rispondere, interpretando attraverso qualsiasi media la vita e l’arte di Caruso, l’eredità pervenuta alle generazioni successive, il modo in cui viene accolta dai più giovani e il significato che assume nella contemporaneità », continuano.
L’iniziativa “CARUSO. L’uomo oltre il mito” rientra nell’ambito delle azioni con cui il museo Madre intende promuovere una riflessione su figure di artisti trasversali e poliedrici cui le istituzioni rivolgono la loro attenzione in quanto simboli di continuità storica. La realizzazione dell’opera, che entrerà a far parte della collezione del Museo, dovrà rientrare nel budget complessivo stanziato, per un importo non superiore a 15mila euro lordi e comprensivo delle spese d’ideazione, produzione, installazione dell’opera nonché delle relative certificazioni di sicurezza necessarie. Non viene posta alcuna limitazione alla creatività dei partecipanti, né alcun vincolo sulle tecniche o sui media da impiegarsi.
L’opera vincitrice sarà selezionata da una giuria di alto profilo culturale e artistico. Sarà possibile presentare le proposte fino alle ore 12 di venerdì, 15 ottobre 2021. Per tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione, si può cliccare qui.
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
All’Abbazia di Valserena, a Parma, una selezione di materiali d’archivio restituisce gli anni formativi del linguaggio di Giorgio Armani attraverso…
Aste, fiere e musei: così Beeple, Tyler Hobbs e Larva Labs raccontano l’evoluzione dei nuovi media nel sistema dell’arte
L'antologica diffusa in tre cittĂ umbre restituisce la complessitĂ di Mimmo Paladino come artista errante tra materia e mito. Un…
Pioniera del ritratto e dell’autoritratto, Catharina van Hemessen è stata una delle prime donne pittrici del Cinquecento europeo. Una mostra…
Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…