Giudicesse2030, ed. 2024
Ultimi giorni per rispondere alla open call lanciata dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, in collaborazione con U-BOOT Lab e Ottovolante Sulcis, per la selezione di un collettivo interdisciplinare di artiste e artisti e ricercatrici e ricercatori che prenderanno parte all’edizione 2025 di Giudicesse2030. La residenza artistica si svolgerà dal 28 settembre al 10 ottobre a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, Sardegna, e avrà come fulcro la tonnara e il suo paesaggio culturale, in dialogo con la memoria del lavoro femminile e le sfide della sostenibilità contemporanea. La scadenza per presentare la candidatura è fissata al 31 agosto 2025.
Giudicesse2030 rilegge in chiave contemporanea la singolare figura delle Giudicesse sarde, sovrane che ressero i Giudicati della Sardegna medievale, una forma di regno indipendente sviluppatasi tra il IX e il XV secolo. La più celebre fu Eleonora d’Arborea, ricordata per aver promulgato la Carta de Logu, un complesso di leggi di grande modernità , rimasto in vigore anche dopo la fine del Giudicato di Arborea. Il progetto vuole istituire una relazione tra quelle pratiche di governo e i principi dell’Agenda 2030, del New Green Deal e del New European Bauhaus. Arte e ricerca scientifica si incontrano per stimolare nuove visioni collettive del territorio, promuovendo inclusione, parità di genere e giustizia sociale.
L’edizione 2025 sposta il baricentro sul Sulcis e su Carloforte, comunità fondata nel XVIII secolo da liguri provenienti da Tabarca. Qui, la storia della tonnara si intreccia con rituali collettivi, economie locali e forme di gestione del mare inteso come territorio comune. Ma anche con il ruolo dimenticato delle donne, spesso invisibile dietro la figura del Rais: custodi di saperi, protagoniste nella gestione economica e nella trasmissione culturale.
La residenza invita il collettivo selezionato a riflettere sull’equità di genere, sulla sostenibilità delle comunità costiere e sulla tutela degli ecosistemi marini, in linea con gli Obiettivi 5, 11 e 14 dell’Agenda 2030. L’obiettivo è la realizzazione di un’opera audiovisiva che intrecci memoria storica e vissuto contemporaneo, capace di restituire in forma critica e inclusiva il rapporto tra ecologia, diritti e autodeterminazione.
La call è aperta a collettivi già costituiti o formati ad hoc per la candidatura, composti da almeno due persone. Sono richieste competenze interdisciplinari e un approccio di ricerca che si avvalga del linguaggio sonoro e visivo. Il compenso previsto è di 6mila euro, con un rimborso spese fino a 800 euro per i viaggi e 800 euro per l’alloggio (per l’intero collettivo).
Gli interessati devono candidarsi tramite il form online, allegando bio, portfolio e proposta progettuale.
Le candidature saranno valutate dallo staff organizzativo e da un commissario esterno: tre collettivi finalisti sosterranno un colloquio online il 4 e 5 settembre. L’annuncio del collettivo vincitore avverrà entro l’8 settembre 2025. L’output finale della residenza, che consisterà in un’opera audiovisiva sottotitolata in italiano e inglese, dovrà essere consegnato entro il 28 febbraio 2026.
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