Categorie: Beni culturali

Cento disegni antichi della collezione Carlo Pineider donati agli Uffizi

di - 25 Marzo 2020

Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi è stato beneficiario di una maxi donazione firmata da Carlo Pineider, erede della famiglia icona dell’artigianato di lusso made in Italy.

«Il mio desiderio era quello di salvare per sempre queste piccole opere d’arte, sottraendole all’incerta e ingiusta sorte di un mercato che non si fa scrupolo di disperdere le nostre ricchezze culturali, grandi o piccole che siano, ma pur sempre uniche e insostituibili. Destinarle a far parte della raccolta del Gabinetto Stampe e Disegni degli Uffizi ha costituito il logico approdo dei sentimenti che mi legano ai “miei fogli” e alla più prestigiosa istituzione per la conservazione della grafica nella mia città e nel mondo», ha spiegato il collezionista Carlo Pineider.

La collezione Pineider, che dal 16 marzo appartiene definitivamente alle Gallerie degli Uffizi, conta 82 disegni risalenti tra il XVI e il XVIII secolo, attribuibili alle mani di artisti provenienti da tutta la Penisola, non solo toscani ma anche romani, emiliani e veneti. Si distinguono inoltre 25 acqueforti del pittore e scultore pesarese Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), fiore all’occhiello della collezione Pineider.

Le opere esposte nelle sale degli Uffizi offriranno ai visitatori disegni realizzati in stili e gusti eterogenei. Si trovano infatti schizzi, sperimentazioni o primi approcci a opere pittoriche nonché diverse fasi di ricerca e rimaneggiamento. Non mancano disegni finiti, modelli, opere compiute per motivi di lavoro, studio o diletto. Un totale di 107 produzioni grafiche, tutte conservate in buone condizioni.

«È con immensa gratitudine che le Gallerie degli Uffizi accolgono la collezione Pineider, una delle più importanti donazioni arrivate agli Uffizi nell’ultimo secolo. In questi tempi duri, nei quali l’Italia sta orgogliosamente combattendo il nemico microbiologico, la generosità di questo dono, destinato a tutto il popolo italiano, assume un valore particolare, come esempio dell’altruismo e dello spirito di sacrificio cui tutti noi siamo chiamati per proteggere la collettività», ha commentato il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt.

Molti fogli provengono da collezioni celebri e importanti raccolte di studiosi come J. Fitchett Marsh, Vallardi, Luigi Grassi, Amédée-Paul-Emile Gasc, C. König di Vienna, Émile Maurice Marignane, Hubert Marignane, Ludwig Zatzka e molti altri.

Anche gli artisti della collezione del Pineider sono nomi per la maggior parte ben noti agli intenditori. Al Settecento risalgono le opere di Francesco Zamolo (un foglio); Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (due fogli); Giuseppe Marchesi detto Sansone; Giovanni Carboncini (nove fogli); Giovanni Battista Tempesti (quattro fogli); Giovanni Domenico Ferretti. Il Seicento gode del numero più cospicuo di contributi: una menzione d’onore va ai sei fogli del fiorentino Baldassarre Franceschini detto il Volterrano e ai disegni del veneto Marcantonio Bassetti. Tra i Maestri emiliani merita una menzione la Scena allegorica di Giuseppe Maria Mitelli. Di grande pregio godono i disegni attribuibili al XVI secolo: si segnala con particolare riguardo scientifico lo studio per la Natività della Vergine (serie di affreschi mai finiti e destinati al Duomo d’Urbino) compiuto da Battista Franco attorno al 1545. Infine, grande interesse anche per i due disegni attribuiti a Domenico Campagnola tra cui Mosè riceve le tavole della legge.

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