Ph. Aaron Greenwood
In Cina, un turista di circa 30 anni ha scavalcato le barriere di sicurezza nel celebre Mausoleo di Qin Shi Huang a Xi’an, cadendo per cinque metri nel tumulo dove è ospitato il celeberrimo Esercito di Terracotta e danneggiando due statue, prima di essere raggiunto dalla sicurezza. Secondo quanto riferito dalle autorità locali e come ripreso dall’AFP, l’uomo sarebbe affetto da disturbi mentali. Subito dopo l’incidente è stato anche girato un video, nel quale si vede l’uomo ancora dolorante a terra, insieme alle statue andate in frantumi. L’indagine è ancora in corso.
Scoperto casualmente da contadini cinesi nel 1974, l’Esercito di Terracotta è composto da circa 8mila statue di guerrieri, carri e cavalli a grandezza naturale, realizzati intorno al 209 a.C. per proteggere nell’aldilà l’imperatore Qin Shi Huang, primo unificatore della Cina. Ogni figura è unica, modellata con cura secondo il rango militare: i generali, più alti, superano i 175 cm, mentre soldati e arcieri variano per tratti somatici, acconciature e armature. Si stima che per completare il mausoleo, che si estende per una superficie complessiva di circa 9 chilometri quadrati, siano stati necessari 700mila lavoratori e oltre 30 anni di lavoro.
Eppure, nemmeno questa grandiosità rende i reperti del Mausoleo immuni alla distrazione o all’imprudenza del presente. Nel 2007, 300 oggetti provenienti dal sito furono esposti in Italia, alle Scuderie del Quirinale di Roma e, per fortuna, tutto filò liscio. Ma nel 2017, durante una mostra al Franklin Institute di Philadelphia, un visitatore approfittò della sorveglianza allentata per staccare e trafugare il pollice di una delle statue in prestito. Il dito fu recuperato solo mesi dopo, mentre l’uomo, un giovane di 24 anni, fu condannato nel 2023 a una pena ridotta grazie a un patteggiamento.
Nonostante la designazione del sito come Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987 e la crescente attenzione alla sicurezza della fruizione museale, la vulnerabilità delle statue rimane altissima. In parte perché continuano a essere oggetto di scavi – nel 2022 sono stati ritrovati altri venti guerrieri nei pressi della tomba dell’imperatore – ma soprattutto perché la loro fragilità materiale si scontra con l’imprevedibilità del pubblico. Nel 2023, il sito ha accolto circa dieci milioni di visitatori, mentre dalla sua apertura al pubblico, nel 1979, ha registrato quasi 150 milioni di visite.
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