Galleria Nazionale delle Arti di Tirana. Photo Dritan Mardodaj
Si allarga sempre più la mappa della cooperazione culturale tra Italia e Albania. Nel quadro del Vertice Italia–Albania tenutosi lo scorso 13 novembre, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha incontrato il ministro albanese del Turismo, della Cultura e dello Sport, Blendi Gonxhja, rilanciando un dialogo che negli ultimi anni è diventato uno dei fronti più dinamici della diplomazia culturale nel Mediterraneo.
Il tassello più immediato è la collaborazione triennale tra il MAXXI di Roma e la Galleria Nazionale delle Arti di Tirana. L’accordo prevede il supporto italiano nel nuovo allestimento del museo, nella definizione delle linee curatoriali e in progetti condivisi di formazione, ricerca e scambio di competenze.
Il progetto di un Museo dell’identità italo-albanese, discusso durante l’incontro, si aggiunge poi a questo scenario in evoluzione: un’istituzione nuova, pensata per raccontare i secoli di scambi tra le due sponde dell’Adriatico, dalle migrazioni storiche fino ai flussi più recenti di artisti, curatori e ricercatori. Per accelerare questo processo, è stato già previsto un gruppo di lavoro congiunto.
La cooperazione si muove anche sul fronte del patrimonio: i due ministri hanno infatti espresso la volontà di sviluppare un gemellaggio tra il sito archeologico di Butrinto e i luoghi italiani inseriti nell’itinerario europeo della Rotta di Enea, un gesto simbolico ma anche operativo. Butrinto, primo sito albanese riconosciuto dall’Unesco nel 1992, presenta una stratificazione unica di mondo greco, romano, bizantino e medievale, e rientra nel percorso turistico-culturale che segue le tappe del viaggio di Enea dal Mediterraneo orientale fino all’Italia. La collaborazione Italia–Albania punta ora a programmi di valorizzazione integrata, scambi tra guide, formazione e iniziative comuni sul patrimonio storico-archeologico.
Non mancano i progetti sulla contemporaneità: i due Paesi prevedono infatti anche di rafforzare i legami nel cinema e nelle arti visive, sfruttando il potenziale dell’accordo di coproduzione cinematografica e aprendo nuove opportunità di mobilità artistica.
Appare dunque chiaro che l’Albania si stia trasformando in un partner culturale sempre più rilevante per l’Italia, mentre il Bel Paese si pone come interlocutore strategico per la costruzione di nuove istituzioni, soft power e narrazioni identitarie nell’area balcanica: un trend che, con questi nuovi progetti, si appresta a diventare ancora più intenso.
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