Categorie: Beni culturali

Villa Pallavicino delle Peschiere: da dimora privata dei principi a luogo di cultura per la città di Genova

di - 29 Giugno 2025

Quando morì, nel 1581, Tobia Pallavicino lasciava in eredità ai suoi discendenti la fortuna più consistente di tutta Genova. Considerato che a quel tempo i Genovesi detenevano le ricchezze più importanti d’Europa, possiamo solo vagamente immaginare l’entità del patrimonio di cui stiamo parlando. Tra i numerosi beni del Pallavicino, un fiore all’occhiello era la sua dimora extraurbana, fatta costruire tra gli anni Cinquanta e Sessanta sulla cima di un colle nella zona di Levante, dove le colline degradano dolcemente verso il mare e dove la vista sul promontorio di Portofino ancora oggi lascia senza fiato.

Si tratta di Villa delle Peschiere, da diversi anni quartier generale e sede di rappresentanza del gruppo Lockton P.L. Ferrari, leader nel settore del brokeraggio assicurativo in campo marine, e oggi al centro di un nuovo e ambizioso progetto di cura e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Villa delle Peschiere, quadrature prospettiche nel Salone d’Onore, G.B. Castello detto il Bergamasco. Courtesy Palazzo Foundation, foto Monica Schettino

I migliori artisti e artigiani al servizio dei Pallavicino nel cantiere delle Peschiere

Il nome della Villa, per l’appunto “delle Peschiere”, le deriva dalla presenza nei giardini di grandi vasche per l’itticoltura, utilizzate anticamente come ornamento da esterno e come strumento di svago per allietare i momenti di ozio che i proprietari e i loro ospiti trascorrevano nella dimora durante la bella stagione. Trasmessa come bene di erede in erede, Villa delle Peschiere viene progettata secondo i canoni imposti dalla tradizione classico-rinascimentale, ispirata in maniera esplicita alla celebre Villa La Farnesina di Roma, costruita qualche decennio prima da Baldassarre Peruzzi per il banchiere Agostino Chigi. L’edificio conserva integra in ogni sala la decorazione cinquecentesca, firmata da Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, tra i più attivi e abili pittori del periodo, e vanta al suo interno anche un prezioso intervento di Luca Cambiaso, nome di grido della pittura ligure del XVI secolo. Tuttavia, se i volumi architettonici e gli affreschi sulle volte continuano a incantare gli occhi di ogni visitatore, la gemma più preziosa di tutto il complesso è senza dubbio la rarissima grotta artificiale di giardino ancora presente nel parco.

Villa delle Peschiere, volta con Le Storie di Ulisse nel Salone d’Onore, G.B. Castello detto il Bergamasco, 1560 c.ca. Courtesy Palazzo Foundation, foto Monica Schettino

Si racconta che Genova fosse celebre in tutta l’Europa del Rinascimento per i suoi ninfei, luoghi incantati nei quali la natura si fonde con l’artificio e con la creatività dell’uomo, dando vita ad ambienti sospesi nel tempo, bagnati dall’acqua delle fonti e interamente ricoperti di materiali preziosi. Coralli, conchiglie, cristali, marmi colorati, maioliche, stucchi e stalattiti rivestono ogni angolo della Grotta Pallavicino, tra le ultime e migliori testimonianze di un patrimonio perduto che aveva reso la città chiacchierata in tutte le corti italiane e straniere.

Villa delle Peschiere, veduta generale della Galleria con storie di Perseo al primo piano nobile. Nella lunetta Sposalizio di Perseo e Andromeda, G.B. Castello detto il Bergamasco, 1558 c.ca. Courtesy Palazzo Foundation, foto Monica Schettino

Gli obiettivi della Fondazione e il suo legame con Villa delle Peschiere

In virtù del primario rilievo del patrimonio storico e artistico della villa, Palazzo Foundation ambisce a promuovere le attività di recupero, restauro e valorizzazione dell’intero complesso, in primo luogo della fragile Grotta Pallavicino, oggi non visitabile ma sicuramente tra le attrazioni più attese e desiderate sia dal pubblico generale, sia dalla comunità di studiosi, che tanto interesse hanno riposto negli ultimi anni nei confronti di questi manufatti. Il lavoro di studio, divulgazione e promozione della villa e della civiltà rinascimentale ad essa correlata appartiene anch’esso agli scopi principali della Fondazione, affinché sia portata la giusta attenzione sull’eccezionalità del bene e dell’intero sistema di ville della riviera, e al contempo sulle necessità di intervento che queste proprietà reclamano. Non dimentichiamo poi in questa sede, il recente e imponente investimento concluso a Roma nell’incantevole Villa d’Este, dove il mecenatismo della maison d’alta moda Fendi ha consentito di restaurare integralmente e riaprire al pubblico la Grotta di Diana, realizzata intorno al 1570 e consorella di quelle genovesi, testimoniando il crescente interesse da più parti nei riguardi simili manufatti. Affianco alle azioni di tutela, Villa delle Peschiere ospiterà anche diverse iniziative di accessibilità rivolte alla comunità locale, alquanto legata al patrimonio e alla storia del territorio, tra cui un ricco palinsesto di spettacoli estivi, che alternano rappresentazioni liriche, concerti musicali, recitazione in prosa e poesia.

Tomás Saraceno, Weather Vane, 2023. Dettaglio della scultura installata a Villa delle Peschiere. Courtesy Pinksummer Contemporary Art per Palazzo Foundation. Foto Ayleen B. Rilossi

Un riguardo particolare per l’arte contemporanea: il primo ospite è Tomás Saraceno

La Fondazione intende inoltre coltivare il dialogo con gli attori del mondo dell’arte contemporanea, dal quale è possibile mutuare soluzioni di valorizzazione del patrimonio storico che qualifica Villa delle Peschiere, interpretandolo con linguaggi ed espressioni al passo con i tempi. Aprire le sale auliche e il parco di questo complesso monumentale a opere, installazioni, performance e attività progettate in collaborazione con artisti, gallerie, musei e collezionisti costituisce uno degli obiettivi strategici di Palazzo Foundation, con l’intento di rivolgersi non solo agli amanti dell’arte antica, ma anche agli appassionati del Novecento e del contemporaneo. A tal fine, in occasione del lancio di Palazzo Foundation è stata presentata una prima importante collaborazione con Pinksummer Contemporary Art, galleria dedicata al contemporaneo con sede a Genova, grazie alla quale sono state installate nel parco della Villa tre opere di Tomás Saraceno. Le opere di Saraceno, di cui una mai presentata in Italia fino ad oggi, provengono dalla mostra Web(s) of Life tenutasi alla Serpentine Gallery di Londra nel 2023, e riflettono sul delicato tema del rapporto tra l’essere umano e le altre specie animali che vivono in natura. Il giardino della Villa diventa in questa circostanza uno spazio privilegiato nel quale le sculture possono attuare la loro funzione di opere d’arte e al contempo di abitazioni per gli animali, rendendo omaggio ai valori di sostenibilità che ispirano la poetica dell’artista e la mission di Palazzo Foundation.

Villa delle Peschiere, interno del ninfeo cinquecentesco con decorazioni polimateriche, erme e sculture. Courtesy Palazzo Foundation

Aperta a Villa delle Peschiere la prima mostra del pittore britannico James Hawke

Sulla scorta del sostegno e della promozione dell’arte contemporanea, la Fondazione ha inoltre di recente inaugurato la prima mostra personale organizzata in Italia dedicata alle opere del pittore britannico James Hawke, in corso fino al 21 settembre 2025. Caratterizzate da una palette di colori saturi e vivaci e da un’ambientazione solitamente marittima, le tele di Hawke declinano la loro estetica sulle località di villeggiatura mediterranee, dove moltitudini di sagome affollate sulla spiaggia o a bordo piscina invitano a riflettere sulla complessità dei rapporti tra gli individui. Villa delle Peschiere è visitabile su appuntamento contattando la Fondazione come indicato sul sito web ufficiale.

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