Categorie: Biennale2001

Cattelan: due miliardi

di - 18 Maggio 2001

A settembre del ’99 nella Kunsthalle di Basilea; alla ormai storica mostra/shocking “Apocalypse: beauty and horror in contemporary art” svoltasi da settembre a dicembre dello scorso anno nella londinese Royal Academy; nel dicembre 2000 alla Zacheta Gallery di Varsavia dove una squadraccia di scalmanati deputati cattolici ne ha tentato la manomissione, dal prossimo giugno alla Biennale di Venezia.
Questi gli spostamenti del lavoro più noto e chiacchierato di Maurizio Cattelan, quarantunenne artista nato a Padova, residente a New York e affermatissimo nel mondo come miglior esempio attuale dell’italica creatività. La Nona Ora – è l’opera di cui parliamo – è stata aggiudicata stanotte da Christie’s a Rockfeller Plaza. Lira più lira meno, il compratore ha pagato due miliardi per portare a casa uno dei due esemplari esistenti della scultura, il range fissava il prezzo massimo a 1,3 miliardi; qualche mese fa ci si sorprendeva perché un’altra scultura di Cattelan raffigurande uno struzzo era passata per 600 milioni.
Un immenso pavimento in panno porpora, pareti alte, candide, ambiente arioso, sospeso, sacrale, immensa luce naturale proveniente da un enorme lucernario in vetro. Nella vetrata c’è una falla, una moltitudine di vetri in terra creano un tappeto di cristallo che si aggiunge a quello rosso originario. La falla è causata da una roccia di meteorite, insolitamente tonda, come nei film di fantascienza, che si adagia sul fianco di Papa Giovanni Paolo II. Il Santo Padre mantiene nelle mani il crocifisso, tentando di sorreggersi con l’aiuto dell’accessorio liturgico, solo il viso paonazzo tradisce la sofferenza, forse non letale, dovuta al terribile impatto.
Maurizio Cattelan, intervistato sul significato della sua arte che sta tra lo sberleffo del newdada e l’istrionicità del teatro, si immagina La Nona Ora come una piccola particella del flusso informativo, una nullità, una notizia:

Londra, Papa Giovanni Paolo colpito da meteorite
I medici: è molto provato ma si salverà…


Per vedere dal vivo quest’opera superstar diamo appuntamento a tutti i lettori alla Biennale di Venezia a partire dal 10 giugno.
Intanto nei giorni scorsi le altre case d’asta non sono state a guardare. Al medio successo dell’incanto da Phillips, con vendite leggermente sotto le previsioni, fa fronte l’auction di Sotheby’s dove ha spadroneggiato ancora il ragazzo d’oro dell’arte contemporanea americana. Il Michael Jackson and Bubbles (1988) di Jeff Koons, scultura superkitch in porcellana (foto), prodotto in tre copie, è stato venduto – per telefono – alla bella cifra di $5,615,750: le previsioni migliori fissavano il prezzo a 4 milioni di dollari.

Massimiliano Tonelli

[exibart]

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  • Questo baldo quarantenne vale piu di fontana!!! COMPLIMENTI A CHI L'HA COMPRATO

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