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libri* RICHARD ROGERS | Città per un piccolo pianeta | ed. Erid’A / Kappa, 2000

di - 11 Settembre 2000

Leggetelo. Questo invito è rivolto a tutti, eccetto i qualunquisti, poiché la trasposizione letteraria del fortunato ciclo di trasmissioni conferenza “Leith Lecture” trasmesso nel ’95 dalla BBC conserva tutta la potenza di quel messaggio che scosse l’ opinione pubblica nel Regno Unito, ma il modo di leggerlo può essere determinante. Rogers è un personaggio di grande carisma, ma la sua interpretazione scenica di queste argomentazioni, che comunque traspare nello scritto, potrebbe perdersi in una stanca lettura. Questo saggio invece va ben oltre i soliti luoghi comuni della starile polemica, poiché con la forza di un racconto accessibile a tutti tocca tanti dei punti nodali delle più attuali pratiche di sostenibiltà. Così diventa uno strumento utile tanto ai cultori dell’ argomento, come importante contributo di un Architetto ad una teorizzazione troppo a lungo lasciata esclusivamente nelle mani di biologi e sociologi, tanto a chi si avvicina per la prima volta a queste problematiche.
D’ altra parte Rogers è da decenni in prima linea nella battaglia per un’edilizia sostenibile, e questo suo impegno, che professionalmente potrebbe essergli costato molto, lo ha portato a ruoli primari in sedi di prestigio del dibattito urbanistico. E questo garantisce la qualità e la coerenza dei suoi scritti.
Un piccolo aneddoto per illustrare la sua personalità, a confronto con il divismo dei tanti presenti all’ inaugurazione della 7° Mostra Internazionale di Venezia: il suo arrivo non era programmato, e quando all’ ingresso della sala gli addetti alla sicurezza lo hanno respinto, a Rogers sicuramente sarebbe bastato presentarsi per ottenere una poltrona; invece è rimasto in piedi, in disparte, tra il pubblico.
Certo l’ ospitalità italiana non ha fatto certo una bella figura.

Richrd Rogers + Philip Gumuchdjian
“Città per un piccolo pianeta”
ed. Erid’A / Kappa, 2000
Lire 29.000

Marco Felici

[exibart]

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  • posso solamente affermare che in una facolta' di architettura come firenze,le teorie sulla sostenibilita' fruiscono e abbondano come l'aria...."parole null'altro",nulla di profondamente invitante;non mi meraviglia assolutamente il comportamento poco cordiale degli italiani nei confronti delle personalita' estere.sono forse un tipo che si lamenta della condizione limitata delle facolta'di architettura italiane!?...ebbene si! viviamo condizioni di sovrafollamento,e desideriamo tutti, laboratori per sperimentare e capire cio' che esiste nell'intorno;vorrei dire tanto ma non posso che fare un apello:investiamo sulla ricerca universitaria e collaboriamo con i cultori specializzati esteri.

  • sai Antonio: a Firenze effettivamente avete grandi teorici della Sostenibilità, ma manca quel quid, che Rogers ha, per fare presa su chi vuole parlare anche di Architettura

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