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fino al 14.I.2009 | Giorgio Tonelli | Bologna, Galleria Forni

di - 12 Gennaio 2009
La Galleria Forni di Bologna presenta una serie di quaranta pastelli su carta di Giorgio Tonelli (Brescia, 1941). Opere riunite sotto un unico tema, l’orizzonte sul mare, su cui l’artista posa lo sguardo, uno sguardo fisso, attento a ogni variazione atmosferica, pronto a cogliere ogni esalazione marina che viene a fondersi col cielo.
Il pittore si trova solo di fronte a quest’immensità, solo di fronte al mistero che da sempre ha esercitato sull’uomo un enorme fascino e timore: cosa c’è al confine di questo mare? Quale mistero nasconde uno sguardo sull’infinito? Di fronte alla potenza del mare e all’indefinitezza del cielo, l’uomo non può fare a meno di avvicinarsi a questa bellezza inquieta, terrorizzato dall’incapacità di coglierne appieno il significato. Il fascino e la violenza che scaturiscono da questi pastelli rappresentano l’immagine kantiana del sublime, che mira a ridestare la dimensione sovrasensibile dell’uomo, al di là della ragione, dove regna sovrano il campo emotivo.
Ed è proprio su questo significato che Tonelli si è voluto concentrare, declinando lo stesso tema in varie versioni, che insieme mirano a sbrogliare quel mistero racchiuso nell’infinita indeterminatezza. Le mani sporche di sabbia, gli occhi colmi di cielo, i pastelli per raccontare un viaggio nelle profondità dell’animo umano, imprevedibile e complicato, come una tempesta, mutevole e incomprensibile, come le nubi nella volta celeste. Sbiadiscono le nuvole interrompendosi in modo netto sull’orizzonte, finemente tracciato da una linea sottile che, per rimarcare la propria esistenza, viene a scolpirsi in un colore diverso rispetto al resto.

La prima luna
è pallida, evanescente mentre le sue lame di luce si fondono con il mare, ondeggiando tra la spuma. Ma più in alto, atmosfere violacee sono presagio d’incertezza verso un destino che, a mano a mano salendo, diviene scuro e impenetrabile grazie al tocco di un artista che è maestro nel cristallizzare la mutevolezza del cielo. Come un bambino che per la prima volta assapora il profumo del mare, così Tonelli fissa per la prima volta il suo sguardo sull’orizzonte: gusta la salsedine, respira la brezza, si scuote di fronte a questa terribile bellezza.
Come canta Paolo Conte, “Ma che paura che mi fa quel mare scuro, non sta fermo mai”, ponendo sotto la volta dello stesso timore il pittore e lo spettatore, che si trova inconsapevolmente attratto da quei toni di grigio fumo e antracite, fautori di un’aria immobile: poco spazio viene riservato al mare, nonostante il suo ruolo nei pastelli contenga il significato più pregnante, l’unica via per sedare le proprie ansie, i propri timori, sintomo della fragilità della natura umana.

Così il suo viaggio continua in silenzio sulle note de L’ultima luce, dove il mare s’increspa in collinette biancastre e una luce incerta illumina per l’ultima volta l’orizzonte. Ma tornerà L’alba a custodire i sogni dell’uomo, ad alimentarne le speranze, le stesse che la sera prima sembravano dissolversi sul mare.

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mostra visitata il 9 dicembre 2008


dal 29 novembre 2008 al 14 gennaio 2009
Giorgio Tonelli – Lo sguardo fisso
Galleria Forni
Via Farini, 26 – 40124 Bologna
Orario: da martedĂŹ a sabato ore 9.30-13 e 16-19.30
Ingresso libero
Catalogo con testo di Enrico Lombardi
Info: tel. +39 051231589; fax +39 051268097; forni@galleriaforni.it; www.galleriaforni.it

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