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fino al 15.II.2004 | Il nuovo rit-ratto d’Europa. Identità dell’arte italiana negli ultimi 40 anni | Bologna, San Giorgio in Poggiale

di - 21 Gennaio 2004

A dispetto del titolo, la mostra di San Giorgio in Poggiale non è una carrellata sulle tendenze artistiche degli ultimi 40 anni nel nostro paese, ma solo un percorso parziale e ondivago lungo il paesaggio mutevole dell’arte italiana dei passati decenni. Le opere, in parte di proprietà della Cassa di Risparmio di Bologna e in parte realizzate appositamente per la mostra, sono state esposte a Bruxelles nel 2003, anno dedicato all’Italia da parte di Europalia, un festival biennale in cui ogni edizione è riservata a un paese europeo. E i limiti dell’esposizione tradiscono tanto l’originaria destinazione a un pubblico non italiano, quanto la provenienza da un’unica collezione.
Di quasi tutti gli artisti sono presenti due opere, che offrono un saggio della varietà di temi, materiali e mezzi espressivi che han segnato l’arte italiana. Spaziando dal formalismo della veterana Carla Accardi (Trapani 1924) ai video del giovanissimo Paolo Chiasera (Bologna 1978).
Gli anni ’60 e ’70 sono ripercorsi attraverso le opere di Enrico Castellani (che testimonia della stagione minimale e del tentativo di cimentarsi con nuovi linguaggi pur senza abbandonare la tela), i lavori concettuali di Fabio Mauri e Giulio Paolini (in cui manufatti, materiali poveri e oggetti trovati sono spesso al servizio di una riflessione sulla stessa arte), un quadro specchiante e il termosifone-sagoma umana di Michelangelo Pistoletto, le “sculture” di Luigi Mainolfi, testimoni del ritorno alla manualità, gli oli su linoleum di Aldo Mondino e il lavoro edonistico e simbolico di Luigi Ontani, presente, oltre che con una stampa, con una ceramica policroma che celebra l’Europa nel modo dissacratorio e ironico tipico dell’artista.
Più completa appare la panoramica sul ritorno alla figuratività degli anni ’80, esemplificato da tele di quattro dei “transavanguardisti”, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Sandro Chia, prova, pur nella varietà di scelte espressive, del ritorno all’uomo come soggetto privilegiato.
Gianni Dessì e Giuseppe Gallo documentano la Nuova Scuola Romana ovvero la reazione alla Transavanguardia e il recupero della pittura in modo problematico. Nel primo con l’introduzione di una varietà di materiali che ampliano e modificano le possibilità espressive del quadro; nel secondo con la realizzazione di una trama quasi astratta di segni fitti e ripetuti.
Se del frammentato percorso successivo è ancora faticoso rintracciare direttrici ed evidenziare tendenze, allora la parte dedicata all’ultimo decennio, che riflette scelte discutibili ed è molto centrata su giovani emiliano-romagnoli, rispecchia questa difficoltà. Agli oli su tela iperrealisti di Gian Marco Montesano fanno da contraltare i quadri di Alberto Zamboni, dagli oscuri paesaggi indecifrabili, e i personaggi senza volto in perspex di Marco Lodola. Ai video usati come strumento per documentare le performance di Chiesera si contrappongono i “dipinti animati”, poetici e commoventi, di Gianluigi Toccafondo.
Le opere di Luca Pignatelli, Sabrina Mezzaqui e Sabrina Torelli non costituiscono che un esempio dei molteplici percorsi dell’arte non figurativa in Italia che, muovendosi tra citazionismo, interesse per le pratiche quotidiane e riflessione sull’arte, ha nella sperimentazione e nel recupero dei materiali più diversi uno dei suoi punti di forza.

valentina ballardini
mostra visitata il 16 gennaio 2004


Il nuovo rit-ratto d’Europa. Identità dell’arte italiana negli ultimi 40 anni
a cura di Vittoria Coen
Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, San Giorgio in Poggiale, Via Nazario Sauro 22, Bologna (centro storico)
orari: martedì-domenica dalle 10 alle 18, lunedì chiuso
ingresso gratuito. Per informazioni: tel. 051 230727
catalogo a cura di Vittoria Coen, editrice Compositori, Bologna


[exibart]

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