Categorie: Mostre

Ceroli, quando il legno prende vita: da Tornabuoni Arte una mostra antologica del Maestro

di - 24 Marzo 2026

Protagonista della scena artistica romana, dagli anni Sessanta al 2000, Mario Ceroli è noto per essere uno degli artisti più innovativi della scena contemporanea, oltre che un punto di riferimento per la Pop Art italiana — con le celebri silhouettes in legno — e per le ricerche dell’Arte povera. La sua scultura, ricca di rimandi alla classicità e al Rinascimento e nota per l’abolizione del tutto tondo, offre prospettive di grande vitalità immaginativa grazie alla sua capacità di superare la matericità del legno e dare vita a visioni di notevole impatto, sia dal punto di vista scenico sia di pathos.

La mostra da Tornabuoni raccoglie quaranta opere – sculture, installazioni, silhouettes in legno-, in un serrato susseguirsi di suggestioni e sensazioni che rendono il percorso espositivo estremamente intenso, offrendo un’occasione di approfondimento inedita sulla ricerca creativa di Ceroli che si esplica in una ricchezza figurativa e stilistica senza precedenti. Oltre alla versione bronzea di Squilibrio (1988), ispirata al celebre disegno leonardesco dell’Uomo vitruviano, troviamo infatti le forme volumetriche delle recenti Le talebane (2002) che rivelano con la plastica iconicità che le caratterizza la forza comunicativo di un atto di fede. Le serie di opere in tavolato ligneo realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, raffigurano i protagonisti dell’antica Grecia, eroi e guerrieri, attraverso una reinterpretazione dei Bronzi di Riace, come Interno tempio (I Bronzi di Riace) o Ritratto di guerriero, tecnica mista e foglia d’oro su legno, entrambi del 1981 e testimoniano la fascinazione della classicità sul Maestro. Ancora dell’81 La scuola di Atene che offre una nuova interpretazione del celeberrimo capolavoro di Raffaello nelle Stanze Vaticane attraverso sagome e profili lignei.

Mario Ceroli. Mito e materia. Installation view, Tornabuoni Arte, Firenze, 2026

Non sono tuttavia solo i rimandi classici o all’arte rinascimentale a connotare questa ricca kermesse di opere: indubbiamente è il tema della natura un altro tra quelli presenti alla mostra, il cui interesse per il Maestro coincide con la sua ricerca nel periodo dell’Arte Povera, movimento del quale Ceroli riporta intatti gli ideali poetici attraverso delle scelte di soggetti e delle rese stilistiche di grande potenza evocativa. Da citare, Eleusi, del 1979, in cui l’artista celebra i Grandi Misteri Eleusini tramite l’utilizzo di rami, paglie o spighe inseriti nei fondi delle tavole, ma anche l’opera Senza titolo (1975) in cui farfalle lignee – soggetto ricorrente nel lavoro di Ceroli – volano leggiadre al cospetto di un sole compiacente, o ancora Volo di gabbiani (1976), in cui il movimento vorticoso di uno stormo di uccelli è reso in modo mirabile con la sovrapposizione di sagome disposte a spirale ascendente.

Infine, non si può non citare l’ironia che connota spesso l’arte del Maestro, come nel caso del monumentale retablo in legno e bronzo intitolato Gloria eterna ai caduti per la pittura (1972), epigrafe dei nomi di critici d’arte, collezionisti e mercanti: tra il ‘72 e il ‘75 la scrittura assume un ruolo di primo piano nell’opera del Maestro, come in effetti ben ci ricorda anche La Geometria, quale paesaggio pittoresco del 1974, dove i nomi delle forme geometriche diventano il soggetto stesso, trasformando la disciplina in una potente e iconica evocazione visiva.

Mario Ceroli. Credits Archivio Mario Ceroli

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