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Fino al 18.IV.2002 | Philippe Garel | Bologna, Galleria Forni

di - 11 Aprile 2002

Ne dipinge diverse versioni, ma partendo da una concezione unitaria: rappresentare una vetrina di un negozio qualsiasi, nel cui vetro si riflette un angolo anonimo di una città, probabilmente Parigi. E il tipo di negozio non ha importanza: vini, “object’s d’art”, mobili antichi, scarpe ma anche oggetti quotidiani, prodotti per la pulizia della casa. Nei riflessi del vetro si scorgono palazzi, strade, a volte potrebbero essere addirittura scorci ottocenteschi, altre volte sembrano contemporanei infatti i soggetti stessi della vetrina giocano a confonderci le idee. Non è specificato nessun riferimento, la dimensione spazio-temporale non ha più importanza. Il soggetto sembra scelto in modo casuale, mai cercando di cogliere qualcosa di identificabile e conosciuto. Analogamente ad un fotografo francese del secondo ottocento, Eugene Atget, che fotografava angoli anonimi di Parigi, vetrine con riflessi di case e palazzi sconosciuti, enfatizzando la tematica del secondario. Ma ci sono anche paesaggi, monocromi in carboncino o olii, visioni di Parigi dall’alto, vie sconosciute, e la Normandia. Ma soprattutto nature morte, dove capitano accostamenti dei più insoliti oggetti, anche questi talvolta sembrano tratti da epoche diverse. Oggetti usati, consumati e avanzati, fiori appassiti, oppure sfondi blu sgargiante in opposizione cromatica. Risalta la tridimensionalità di ciò che è dipinto, Garel è anche uno scultore. La natura morta fuoriesce dalla pittura nei mobili-scultura: ridipinti, risignificati, con pennelli e ciotole o oggetti quotidiani appoggiati sopra. A volte trapela l’amore dell’artista per dei grandi del passato, come in una natura morta sul cui sfondo compare il nome Rembrandt. Garel ha eseguito numerosi lavori su questo tema, non presenti in galleria ma sul catalogo di Soavi. In mostra anche uno dei ritratti di una donna africana in costume tipico, tema cardine delle opere di Garel nei primi anni ottanta che ha sviluppato con estrema singolarità. In galleria sono presenti due cataloghi, uno relativo ad una recente mostra di Garel a Lipsia e l’altro a cura di Giorgio Soavi.

Naima Dell’Ava


“Philippe Garel”
Dal 18 Marzo al 18 Aprile.
Bologna, Galleria Forni via Farini 26
Ingresso: gratuito
Orari: dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Chiuso Lunedì mattina Catalogo a cura di Giorgio Soavi della Grafis Edizioni
Tel: 051231589 www.galleriaforni.it ; e-mail: forni@galleriaforni.it


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