Categorie: bologna

fino al 20.II.2005 | Alberto Giacometti | Ravenna, Museo d’Arte della Città

di - 11 Ottobre 2004

Il museo della Loggetta Lombardesca di Ravenna, inaugura la stagione espositiva con l’antologica di una delle figure artistiche più complesse del secolo scorso: Alberto Giacometti. L’Istituzione Museo d’Arte della Città (Mar), già a partire dalla mostra Da Renoir a de Staël. Roberto Longhi e il moderno (2003), aveva definito una strategia espositiva aperta su due forbici. Da una parte seguire la linea dello scandaglio storiografico; l’indagine diretta su aspetti e figure nodali della storia artistica recente, con l’obiettivo dichiarato di produrre a posteriori una riflessione critica delle vicende contemporanee, al di là di pregiudizi, luoghi comuni e opinioni radicate. Dall’altra invece, creare un percorso di rassegne monografiche dedicate a protagonisti del panorama non solo nazionale.
La scelta di Giacometti, oltre a soddisfare un confessato desiderio del direttore del Mar, Claudio Spadoni, nasce soprattutto dalla natura singolare del suo “caso artistico”. La precocissima storicizzazione del suo lavoro rende possibile esercitare una duplice attività di ricerca sul suo conto: l’esegesi critica e la riflessione storiografica. In questo modo la mostra di Ravenna si pone in una posizione di mezzo tra queste due linee. L’omaggio a Giacometti conferma inoltre l’apertura del museo oltre i confini nazionali: nonostante l’italianità del nome, infatti, l’artista nasce in Val Bregaglia nell’elvetico Canton Grigioni e la sua formazione culturale è di matrice prettamente parigina.
Un’apertura a tutto campo sulla sua attività artistica: un centinaio i pezzi presenti, tra sculture -clamorosa addirittura la presenza della Femme égorgée del Guggenheim di Venezia- disegni, incisioni, dipinti e una sorta di “mostra nella mostra”, come l’ha definita Spadoni. Si tratta delle 150 litografie del libro Paris sans fin, cui Giacometti lavorò dal 1959 insieme all’editore Tériade: un racconto intimo che inscena i luoghi e i volti più cari della sua vita. Non solo, dunque, lo scultore dei surrealisti -ai quali peraltro ha dato grandissima ispirazione oltre a tante preoccupazioni- o il lucido interprete plastico dell’esistenzialismo parigino dai tardi anni Quaranta, ma innanzitutto, il libero creatore assillato dal problema dell’essere artista. Il “perché” della pratica e dei motivi che spingono a creare nuove forme sono gli interrogativi che ossessionarono Giacometti. Una preoccupazione che, partendo dalle ragioni ontologiche dell’artistico, giunge alla fatidica domanda del cosa fare e a quale immagine affidarsi. La risposta significò concentrarsi accanitamente sull’identità e la presenza fisica dell’uomo, sul matto lavoro intorno alla figura e più specificatamente sul ritratto. Uno scavo insaziabile sull’immagine che nelle prove più mature produsse opere esilissime, prive di definizione in cui il dissidio tra ricerca d’essenzialità e complicazioni rappresentative è sofferto e interiorizzato dall’artista. La ricerca di Giacometti è il tentativo disperato, sempre sull’orlo del fallimento –“sono uno scultore mancato” titola un’intervista del 1963- d’incarnare nella materia il prodotto soggettivo della percezione. Un’arte dalle forme contraddittorie, in cui l’essere vive e si confonde nella perpetua vibrazione del mondo che lo circonda. Mostrando –è inevitabile- il proprio senso di precarietà e inadeguatezza.

alan santarelli
mostra visitata l’8 ottobre 2004


Alberto Giacometti
MUSEO D’ARTE DELLA CITTA’ (Mar)
Loggetta Lombardesca – Via di Roma, 13 – 48100 Ravenna
+39 0544482791/482760 (info), +39 0544212092 (fax)
museodartedellacitta@museocitta.ra.it  – www.museocitta.ra.it/collezioni.htm  
orario: martedì-mercoledì-giovedì 9-13, 14-18 venerdì 9-13, 14-20 (aperitivo 18,30-19,30);
sabato e domenica 10-19; lunedì chiuso
biglietti: intero Euro 8 , ridotto Euro 6
catalogo: Edizioni Mazzotta
curatori: Jean-Louis Prat, Claudio Spadoni
enti collaboratori: Fondation Maeght di Saint-Paul de Vence Fondazione Mazzotta di Milano
patrocini: Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Ambasciata di Svizzera in Italia, Fondazione Giacometti, Zurigo


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