Un’occasione unica e una location insolita per una mostra
di tale livello hanno reso l’esposizione ospitata da Castel Sismondo un evento
da non mancare. Se gli autori messi in risalto dal titolo valgono da soli il
prezzo del biglietto (senza contare, poi, che a questi si aggiungono altri
celebri pennelli del calibro di Velázquez, Van Dyck, Manet, Gauguin, Cézanne, van Gogh, Monet, Renoir, Degas, Braque e Matisse), ad accrescere l’interesse per la mostra di Rimini è la
sua unicità: per la prima volta sono esposti in Italia 65 capolavori delle più
importanti “Raccolte d’arte europea” del Museum of Fine Arts di Boston, che
trovano nella Rocca Malatestiana una casa d’eccezione, grazie alla chiusura di
qualche mese del museo bostoniano, sfruttata appieno da Linea D’ombra e dal
curatore Marco Goldin (che con l’istituzione americana ha già intessuto più
d’un legame).
È dunque il “solito” Goldin ad aver pensato e realizzato
la mostra, selezionando le opere utili a tracciare un percorso tutt’altro che
generico,
sezioni in cui è suddivisa la grande rassegna, si è guidati da un fine trait
d’union fra le
opere e gli autori, che supera la fredda e assai banale classificazione per
scuole nazionali, movimenti o cronologia, offrendo un percorso studiato e
percepito sugli accostamenti. Dove, a guidare da un capolavoro al successivo,
sono le assonanze, le affinità e, a volte, le sfumature. Portando in scena, al
di là della tecnica, i sentimenti degli autori, agendo su quelli di chi
osserva. Per un contatto diretto tra pittore e pubblico, che valica anche il
distacco temporale.
Le sei sezioni sono dunque suddivise in “temi”: dal sentimento
religioso (dove
il San Domenico in preghiera di uno straordinario El Greco ruba la scena agli italiani come
il Veronese o
i fratelli Bassano),
alla nobiltà del ritratto (esaltata da Rembrandt e Tintoretto), fino all’intimità dello stesso, dove la Lezione
di musica di Manet accompagna verso il Ritratto
di donna di Pablo
Picasso e il
tocco sensibile dei più raffinati impressionisti (Toulouse-Lautrec, Monet, Emile Bernard). Le mete successive sono invece
dedicate agli interni, esaltati dai pittori olandesi del Seicento, guidati da Rembrandt,
per poi passare alle nature morte e al vaso di fiori di Matisse, e infine disperdersi nei nuovi
paesaggi,
esaltati da uno splendido Pissarro (Pontoise, la strada per Gisors), e negli scorci di laguna
veneziana fotografati dal Canaletto e Camille Corot.
Se a guidare il successo la mostra riminese (boom di
visite fin dai primi giorni, in un continuo crescendo) è stato un “cartellone”
di tutto rispetto, l’allestimento e le scelte degli organizzatori, oltre agli
indiscutibili capolavori, soddisfano le aspettative e forniscono un
interessante punto di vista per apprezzare i maestri del passato.
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dall’otto ottobre 2009 al 21 marzo 2010
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della
pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston
a cura di Marco Goldin
Castel Sismondo
Piazza
Malatesta – 47900 Rimini
Orario: da
lunedì a giovedì e domenica ore 9-19; venerdì e sabato ore 9-20
Ingresso:
intero € 10; ridotto € 8
Catalogo Linea
d’ombra
Info: tel. +39
0422429999; l.angelini@fondcarim.it
[exibart]
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