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fino al 21.IV.2003 | Leonardo Cremonini | Bologna, Accademia e Pinacoteca Nazionale

di - 3 Aprile 2003

L’opera di Leonardo Cremonini torna nella sua città di origine: nel 1969 una personale era già stata dedicata all’artista negli spazi del Museo Civico Archeologico, mentre opere di Cremonini erano presenti tra le altre, nelle rassegne collettivePittura iconica del 1999 eFigure del Novecento 2 . L’impatto immediato entrando nel grande salone della Pinacoteca è quello di trovarsi di fronte ad un artista inconsueto, non collocabile all’interno di un manifesto artistico, capace di seguire un percorso estremamente personale fatto di elementi figurativi e stilistici ricorrenti. La sensazione è come di visitare un mondo in cui la realtà, le suggestioni del quotidiano acquisiscono un’atmosfera sognante e irreale, pur mantenendo un certo grado di fisicità. Del resto è possibile ammirare lungo il percorso della mostra le opere del primo periodo, in cui Cremonini attraverso una pittura più materica e corposa e colori più cupi si concentrava sulle carcasse animali o sulla natura delle rocce, che sembrano quasi pulsare di vita.
Le tele di Cremonini, quasi tutte di grandi dimensioni, infondono una sensazione di calma apparente, l’idea di un mondo sospeso, un mondo fatto di parentesi, di momenti sereni paradossalmente carichi di inquietudine . La sua appare come una realtà spiata da dietro un angolo e scoperta nelle sue intime contraddizioni di luci e di ombre Da qui, lo stile che unisce sulla tela i colori più accecanti e luminosi stesi con precisione a pennellate indefinite, mette insieme figure geometriche, elementi astratti e oggetti del quotidiano, figure care dell’infanzia: le donne dal fisico volitivo, scultoreo e materno, oggetti della curiosità (e del desiderio), i bambini che spiano e scoprono qualcosa di misterioso attraverso gli stipiti delle porte e maturano in sé il senso dell’inquietudine adulta, i cani, le bambole smembrate, i vestiti abbandonati per terra. Quello di Cremonini è un mondo fatto di indizi, di sguardi che suggeriscono, ma non scoprono chiaramente. Riaffiora il gusto per l’enigma, per una realtà misteriosa accennata negli scompartimenti dei treni, negli stabilimenti balneari.
Il catalogo si avvale di un sentito omaggio di Italo Calvino al pittore bolognese e di un interessante intervento di Umberto Eco, che mette in relazione l’immaginario narrativo di Cremonini col panorama letterario italiano a lui contemporaneo.

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maria grazia manenti
mostra visitata l’11 marzo 2003


Cremonini-Antologica retrospettiva 2003-1953
Bologna, Accademia di Belle Arti e Pinacoteca Nazionale, Via delle Belle Arti 56
a cura di Adriano Baccilieri, Vittorio Mascalchi, Peter Weiermair
Orari: mar_dom 9.00 / 19.00
Ingresso: 8 euro, ridotto 2 euro
Info: Studio Pesci, tel. 051-269267, fax 051-2960748
info@studiopesci.it


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