Coniugazioni, il ciclo di mostre organizzate da diversi enti di Weimar insieme alla provincia di Modena, è ormai giunto al suo terzo anno di vita. E’ un progetto transnazionale unico, che vede artisti dalla Germania e dall’Italia ‘coniugare’ assieme le proprie potenzialità artistiche. Mentre al castello di Ettersburg (Weimar)hanno esposto Naomi Tereza Salmon e Franco Guerzoni, alla chiesa di San Paolo (Modena) espongono David Mannstein e Luigi Stoisa. Quest’ultimo ci propone un lavoro intitolato Pittura, luce, orizzonte dove si svela la passione dell’artista per le superfici che anneriscono progressivamente al contatto con la luce. Quella in mostra alla chiesa di San Paolo è una installazione costituita da cinquanta piccoli dipinti eseguiti su carta fotosensibile e collocati nel fregio sovrastante gli archi della navata centrale. Da uno dei testi in catalogo (di Mario Bertoni) si ricava questa
Questa sua dichiarazione di poetica si concretizza nel buio dei suoi quadri. Per quanto riguarda David Mannstein, il suo contributo alla chiesa di San Paolo è di tipo ambientale e intitolato Hortus Clausus. L’artista tedesco esegue direttamente sul pavimento della chiesa un motivo ornamentale. Grazie all’ausilio di una mascherina, la decorazione viene trasportata sulla pavimentazione utilizzando un composto idrosolubile che ci fa riflettere sul carattere effimero dell’installazione. Infatti, il calpestio dei visitatori ed il trascorrere dei giorni porteranno al deperimento dell’opera che potrà essere consultata solamente attraverso la documentazione fotografica.
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Luca Panaro
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