Da sinistra opere di Andrzej Banachowicz, centrale Natalia Kliśko-Walczak, Jacek Jagielski, Diuna Ostrowska, a destra Adam Gillert
Il territorio veneto come spazio di attraversamento culturale e di dialogo internazionale: la scena artistica contemporanea polacca arriva a Santa Maria di Sala. Fino al 23 maggio 2026, gli spazi di Villa Farsetti ospitano La Villa, una mostra collettiva che presenta per la prima volta in Italia una ampia selezione di circa 200 artisti attivi nell’ambiente culturale di Poznań, tra i principali centri della ricerca artistica contemporanea in Polonia.
Il progetto nasce dalla collaborazione con la Magdalena Abakanowicz University of the Arts Poznań, istituzione che ha coordinato il lavoro di ricerca sul territorio polacco coinvolgendo artisti, docenti e realtà pubbliche e private legate alla città. La mostra si inserisce nel programma di Laboratorium_Venezia 2026 – Infinito, iniziativa sviluppata a partire dalla visione dell’artista e architetto Marino Zancanella.
Curata da Mateusz Bieczyński, Maciej Kurak e dallo stesso Zancanella, La Villa costruisce un percorso espositivo che mette in relazione architettura, paesaggio e pratiche artistiche contemporanee. Le opere dialogano con gli ambienti storici della villa e con il parco circostante attraverso un allestimento che lavora su trasparenze, materiali e risonanze visive. Il progetto curatoriale prende le mosse da una riflessione sulla trasformazione dei linguaggi artistici e sulla progressiva ibridazione dei canoni accademici tradizionali. Il paesaggio diventa testimonianza delle tensioni tra umanità, natura e urbanizzazione; il ritratto un campo di riflessione su identità, visibilità e corporeità; la natura morta un commento sulla materialità, il consumo e la crisi del tardo capitalismo; e la mitologia uno strumento per analizzare i sistemi simbolici contemporanei, i miti nazionali e le narrazioni mediatiche.
Nelle intenzioni dei curatori, la mostra vuole configurarsi come una piattaforma aperta di confronto tra differenti strategie espositive, istituzioni e sensibilità artistiche. La scena polacca contemporanea viene presentata come esempio di una produzione culturale in grado di confrontarsi con l’egemonia occidentale mantenendo una forte attenzione alle specificità storiche e territoriali del proprio contesto.
In questo senso, La Villa vuole proporre una riflessione più ampia sulle modalità attraverso cui le comunità artistiche europee stanno ridefinendo oggi il rapporto tra tradizione, identità locale e linguaggi globali del contemporaneo.
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