Nella ricerca di Angelo Davoli fotografia, elaborazione digitale e talento pittorico si fondono armonizzandosi in maniera analoga a quanto accade nei suoi dipinti dove archeologie industriali riescono a convivere con scenari naturali. In una temporalità fortemente straniante. L’immaginario cui quest’artista da sempre attinge è dato dalle atmosfere silenti e malinconiche delle aree dismesse: strutture industriali si stagliano
Quello di Davoli è uno sguardo analitico che mediante una pittura di matrice fotografica restituisce delle visioni fredde, sospese tra ciò che è percepito come dato reale ma al tempo stesso è trasfigurato come irreale ed artificiale.
Per la sua personale alla Galleria Annovi, l’artista ha presentato quattordici tele recenti di medie e grandi dimensioni, un’installazione composta da sessanta oli di piccolo formato, una pala d’altare e, per la prima volta, due light box. All’interno di una costante poetica legata alle archeologie industriali questa esposizione testimonia un percorso artistico che ha subito una suggestiva evoluzione. I lavori più recenti sono caratterizzati da
Inoltre l’artista decide di esporre per la prima volta due light box, è questo un modo per suggerire un’interessante e quanto mai attuale riflessione sul fare artistico e sul processo generativo dell’opera pittorica di cui la fotografia resta comunque referente primario.
francesca pagliuca
mostra vista il 30 ottobre
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Totem contemporanei ?????? ma siete fuori????
Molto strano! ho visto la mostra ma quello che leggo in questo pezzo non sono davvero riuscita a percepirlo:luoghi sospesi, meditativi, quasi dotati di un'aura sacrale... dove il tempo scorre continuo e indipendente da tutto... ? non credo proprio! ma ad ognuno libera interpretazione!!!