Categorie: bologna

fino al 27.VI.2004 | La grande stagione dell’acquerello inglese. Da Turner a Burne-Jones | Ravenna, Museo d’arte della città

di - 26 Marzo 2004

È possibile ripercorrere da un punto di vista inedito le vicende che hanno segnato il passaggio dalla modernità alla contemporaneità nell’arte inglese? Pare essere questa la sfida lanciata dal Museo d’arte della città di Ravenna nell’esporre un centinaio di acquerelli realizzati tra la metà del ‘700 e i primi decenni del ‘900, provenienti dalla Williamson Art Gallery & Museum di Birkenhead.
Gli acquerelli in mostra, infatti, non si limitano a offrire una rassegna dei temi che meglio si attagliano alle caratteristiche del genere, come la divisione per categorie di soggetti potrebbe far pensare, ma permettono di indagare un momento cruciale della storia dell’arte attraverso una tecnica che, per le sue qualità, ha assunto la connotazione di strumento provvisorio, minore, più sommesso della pittura a olio, e ha dunque consentito di infondere alla rappresentazione toni “sentimentali” e accenti personali.
La narrazione inizia dalla seconda metà del Settecento, quando l’acquerello (un genere che per sua natura ben si presta alla pittura all’aria aperta) è stato considerato lo strumento più appropriato per eseguire una “mappatura” del territorio inglese (e poi per documentare il Gran Tour in Italia), finendo per fornire un fondamentale contributo alla genesi dello spirito preromantico nelle arti figurative. Da una parte esso si è infatti prestato a quei vagheggiamenti del Medioevo che hanno segnato la maturazione di uno spirito nazionale, con le rappresentazioni di resti di castelli, monasteri e abbazie (cui, come la mostra documenta, ha sorprendentemente dato il suo
contributo anche J.M. William Turner). Dall’altra si è affermato come il medium ideale per le “vedute sentimentali”, divenendo un banco di prova per le due opposte concezioni estetiche del paesaggio emerse nella seconda metà del Settecento, le poetiche del pittoresco e del sublime. La prima, teorizzata da Alexander Cozens (qui rappresentato da uno dei suoi “paesaggi a macchie”), ha avuto tra i principali esponenti quel John Constable, le cui quiete vedute (in mostra ve ne è una del territorio dell’Essex) si pongono qui in antitesi a quelle, turbinose e sconvolgenti, di Turner, di cui offre un saggio l’immaginifica rappresentazione del Vesuvio in eruzione sulle acque del golfo di Napoli.

Il gran numero di studi preparatori, disegni e schizzi presenti in mostra documenta come, parallelamente, l’acquerello abbia rappresentato per autori di dipinti convenzionali lo strumento per audaci sperimentazioni (interessanti in questo senso il Paesaggio con cavallerizzo di Thomas Gainsbourough, qui alle prese con una “pittura fantastica” lontana dai suoi celebri ritratti dell’alta società inglese) e per altri il mezzo per lasciarsi andare allo humour. E come la rapidità di esecuzione gli abbia consentito di divenire uno dei mezzi più idonei a realizzare illustrazioni per libri e riviste (qui rappresentate, tra gli altri, da disegni di Dante Gabriel Rossetti ed Edward Coley Burne-Jones).
E agli antipodi delle inquietudini romantiche, benché a nemmeno un secolo di distanza dal loro inizio, la delicatezza dei colori ad acquerello ha appagato le esigenze di purezza e controllo dei preraffaeliti, adattandosi al realismo delle nature morte di William Henry Hunt e alla delicatezza dei ritratti femminili di John Everett Millais e piegandosi alla chiusura di un ciclo storico nel segno del ritorno alla pacatezza classica.

articoli correlati
William Turner e il paesaggio
gouaches sul paesaggio italiano tra Sette e Ottocento
il romanticismo e la pittura

valentina ballardini
mostra visitata il 20 marzo 2004


La grande stagione dell’acquerello inglese. Da Turner a Burne-Jones
a cura di Hugh Belsey e Claudio Spadoni
Ravenna, Museo d’arte della città di Ravenna – Loggetta lombardesca, via di Roma 13
orario di visita: martedì-giovedì 9-13/15-18,venerdì 9-13/15-21, sabato e domenica 10-19; chiuso il lunedì
http://www.museocitta.ra.it
ingresso: intero € 8; ridotto € 6
per informazioni: tel. 0544 482042/0544 482760
catalogo edito da Electa e curato da Hugh Belsey e Claudio Spadoni


[exibart]




Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Venezia, un progetto porta l’arte contemporanea negli spazi di una scuola media

Aule e corridoi della scuola media Calvi ospitano installazioni, workshop e performance, per un progetto promosso da una rete di…

22 Maggio 2026 12:30
  • Fotografia

Il libro fotografico come opera: a Exposed Torino arrivano i Dummy Award

EXPOSED Torino Photo Festival entra nella fase finale, con mostre, incontri, passeggiate e con l'assegnazione del Dummy Award dedicato ai…

22 Maggio 2026 11:30
  • Progetti e iniziative

Il contemporaneo al centro del Mediterraneo: Fondazione OELLE e Artissima si incontrano a Catania

Echoes of Practice: il talk di Fondazione OELLE e Artissima al Palazzo della Cultura di Catania farà il punto sul…

22 Maggio 2026 9:28
  • Arte contemporanea

Napoli Gallery Weekend 2026: tornano i giorni dell’arte contemporanea diffusa in città

La terza edizione di Napoli Gallery Weekend riunisce gallerie, fondazioni, musei e istituzioni dell’arte contemporanea, in un programma diffuso in…

22 Maggio 2026 8:30
  • Arte contemporanea

È morta a 71 anni Anna Kafetsi, fondatrice del museo EMΣT di Atene

Scomparsa a 71 anni, la storica dell’arte e curatrice aveva fondato e guidato l’EMΣT – National Museum of Contemporary Art…

21 Maggio 2026 18:18
  • Mostre

Non sempre si muore: l’eredità del grande fumettista Andrea Pazienza al MAXXI di Roma

Il MAXXI inaugura il secondo capitolo di un grande progetto espositivo dedicato ad Andrea Pazienza nel settantesimo anniversario della sua…

21 Maggio 2026 17:03