Il listino dei desideri è una vera e propria lista di oggetti e situazioni che gli artisti Giulio Golinelli e Luca Guenzi ripropongono sotto forma d’immagini. Si tratta di desideri consumistici, visti sempre e soltanto dall’altra parte di una vetrina, con un cartello attaccato ad indicare che c’è un prezzo da pagare per soddisfare voglie e sfizi. Luca Guenzi (Bologna, 1959) presenta una serie di ventiquattro oli su tavola, tutti di piccole dimensioni e tutti sullo stesso tema. Un quarto o una metà della tavola sono occupate da una parete esterna, un portone o un elemento identificativo della strada; l’altra metà da una vetrina. Sono vetrine bolognesi, che espongono una volta un paio di scarpe, un’altra dei gomitoli, una terza della carta da lettere e degli inchiostri. E così via tra macellerie, antiquari e gioiellerie.
Poche differenze per quello che riguarda il soggetto si riscontrano nei cinque lavori di Giulio Golinelli (Bologna, 1960) chiamati “oli digitali” per indicare che benché a prima vista non si differenzino affatto da un normale dipinto, sono in realtà disegni interamente creati al computer e poi stampati su tela. Oltre alla tecnica, la principale differenza che lo contraddistingue da Guenzi è che la vetrina riprodotta occupa tutta la superficie dell’opera e che all’interno vi si trova sempre un soggetto umano. In questo modo l’attenzione non è più sull’oggetto, ma su chi lo desidera. Nell’installazione Golinelli fa diventare gli stessi spettatori osservatori di un processo simile, facendo coincidere il loro punto di vista con quello di un bambino che di fronte a una vetrina di giocattoli immagina i personaggi muoversi e recitare scenette. Il video è realizzato in 3D e l’installazione si compone di tre cubi colorati di cui uno cavo per ospitare il monitor.
I due artisti, alla loro prima mostra, si conoscono da molti anni, da quando nel 1988 hanno fondato insieme Uniaquattro, un’agenzia di illustratori. Le tecniche utilizzate dai due sono tuttavia state sempre molto diverse. Se Golinelli, infatti, ha sempre sviluppato il linguaggio digitale, sin da giovanissimo, Guenzi si è dedicato per tutta la sua carriera al trompe l’oeil e a classici quadri iperrealistici di grande formato con scorci di paesaggi.
carolina lio
mostra visitata il 7 luglio 2005
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