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Fino al 3.II.2013 | Rewind. 50 anni di Fender in Italia | Bologna, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

di - 11 Dicembre 2012
Un po’ di musica ci voleva proprio nel freddo grigiore di queste giornate invernali. Ad allietare lo spirito una mostra ambientata in un prestigioso palazzo bolognese che nelle sue sale affrescate ospita la collezione permanente del “Museo della Musica”. Una celebrazione dei cinquant’anni di un marchio storico della “rock guitar”: Fender. La mostra, intitolata “Rewind. 50 anni di Fender in Italia” a cura di Luca Beatrice costituisce la seconda tappa di “Love me Fender”, un evento svoltosi  tre anni fa sempre nello stesso luogo come omaggio al mito della storica chitarra americana. Negli anni Quaranta, nella California del Sud, Clarence Leonidas “Leo” Fender capì che avrebbe potuto migliorare le chitarre a cassa vuota con un design semplice ed innovativo. Ben presto si passò alla produzione industriale della chitarra elettrica a corpo pieno che riscosse un successo travolgente, prima negli Stati Uniti, poi in tutto il mondo. Fender da cinquant’anni si è affermata anche in Italia grazie al lavoro della ditta M. Casale Bauer che dal 1962 distribuisce il prestigioso marchio.

Nelle meravigliose sale di Palazzo Sanguinetti a Bologna (Strada Maggiore, 34), lo spettatore è libero di compiere un viaggio a ritroso, in un percorso fatto di musica, fotografia e arte visiva. Uno sguardo in retrospettiva, insomma, che intende richiamare il gesto dell’avvolgimento del nastro delle vecchie audiocassette, ormai sorpassate, dal CD prima, dall’Mp3 poi. Questa mostra, oltre ad evocare il passato, intende proporre un tuffo nel presente ipotizzando allo stesso tempo scenari futuri. Parlando di musica e del presente, non poteva di certo mancare l’intervento di più di venti artisti contemporanei a cui Beatrice ha chiesto di interpretare la Fender. I risultati sono a dir poco straordinari, a partire da Valerio Berruti che ha dipinto ad affresco un suo inconfondibile adolescente, ritratto a metà tra l’innocenza che lo contraddistingue e l’aggressività tipica di una rock star. E poi Ugo Nespolo, che “infagotta” lo strumento musicale quasi come fosse un tesoro prezioso da custodire negli anni. Anna Galtarossa opta ancora una volta per uno stile decisamente kitsch fatto di fili, bottoni, frammenti di tappeti e pon-pon. Antonio Ghinato, invece, dipingendo una Ferrari, che corre alla velocità del suono, anziché della luce. Tra gli altri artisti italiani ricordiamo anche Emanuele Becheri, Cuoghi Corsello, Franko B e Giuseppe Veneziano. Spicca la presenza di artisti internazionali quali l’inglese Chris Gilmour e il tedesco Herman Pitz.

Il percorso dello spettatore è allietato anche da note musicali che vibrano nell’atmosfera richiamando alla mente brani che hanno fatto la storia della musica italiana. I generi ci sono proprio tutti: dal rock al pop, dal melodico all'”alternative”, dalla dance all’hip-hop. Non risulta difficile riconoscere le grida di Gianna Nannini, i gorgheggi di Lucio Dalla o la voce rauca di Vasco Rossi. Dall’esaltazione dell’udito, passiamo nuovamente alla vista con una serie di scatti fotografici di Guido Harari, Efrem Raimondi, Caterina Farassino e Paolo Proserpio che disegnano una sorta di italica timeline che parte proprio dal 1962, anno del debutto di Fender in Italia.

Manuela Valentini

Dal 16 novembre 2012 al 3 febbraio 2013

Rewind. 50 anni di Fender in Italia

A cura di Luca Beatrice

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Strada Maggiore 34 – (40125) Bologna

Orari: da martedì a venerdì 9.30-16, sabato e domenica 10-18.30

Nata a Bologna nel 1982, vive e lavora tra Bologna, Milano e Roma. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, oggi è curatrice indipendente di mostre d’arte in Italia e all’estero. Iscritta all’ordine dei giornalisti, scrive articoli di arte per Il Resto del Carlino e per altre riviste del settore. Sportiva, appassionata di viaggi e… totally art addicted.

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